Antimafia, volano gli stracci tra M5s e FdI. Intanto Scarpinato querela Delmastro: “Rinunci all’immunità e consegni le chat con Caroccia”

Pirondini mostra in Aula la foto di Colosimo con Ciavardini. Alla Camera Ricciardi accusa FdI: "Le stragi portano a casa vostra"

Antimafia, volano gli stracci tra M5s e FdI. Intanto Scarpinato querela Delmastro: “Rinunci all’immunità e consegni le chat con Caroccia”

La giornata si è chiusa con l’annuncio di querela. È quella che il senatore M5s Roberto Scarpinato presenterà contro Andrea Delmastro, deputato di FdI ed ex sottosegretario alla Giustizia, per diffamazione.

Poche ore prima, il meloniano aveva pubblicato sui social un video con due accuse. La prima datata 13 luglio 1992, quando Scarpinato avrebbe chiesto l’archiviazione dell’inchiesta mafia-appalti, “indagine a cui si stava dedicando Paolo Borsellino”, ucciso sei giorni dopo. La seconda del 1996, quando l’ex magistrato avrebbe venduto una casa di cui era comproprietario a una società riconducibile alla moglie di Salvatore Fauci, indagato nella stessa inchiesta.

“Lo querelo e tiri fuori le sue chat con Caroccia”

Troppo per un magistrato antimafia come Scarpinato: “Evidentemente Delmastro non riesce a stare lontano dalle aule dei tribunali, dove è già alle prese con un processo per rivelazione del segreto d’ufficio”, ha tuonato, aggiungendo che si tratta di “accuse false e destituite di qualsiasi fondamento, per le quali altre persone sono state o condannate in primo grado o rinviate a giudizio”.

Il senatore ha quindi chiesto a Delmastro di rinunciare all’immunità e di dire a FdI di “tirare fuori dalla cassaforte” le sue chat “con il prestanome di un clan mafioso (Mauro Caroccia, ndr)”, che la Procura di Roma chiede da mesi. Quindi conclude lapidario: “Io i mafiosi li ho indagati, processati e fatti condannare”.

Ma quel video di Delmastro arriva al termine di una giornata di scontri in Parlamento. La causa è la richiesta di FdI di cacciare Scarpinato dalla commissione Antimafia e dal Copasir. Il pretesto sono due parole scritte dal gip di Caltanissetta, che, archiviando il filone mafia-appalti, gli ha attribuito un'”attività depistante” sulla strage di via D’Amelio.

Al Senato Pirondino mostra le foto di Colosimo e Ciavardini

Al Senato il capogruppo M5s Luca Pirondini ha mostrato due foto. La prima della presidente dell’Antimafia, Chiara Colosimo (FdI), insieme con Luigi Ciavardini, “condannato per la strage di Bologna con 85 morti e 200 feriti”. Nella seconda c’è Delmastro con Caroccia.

Quindi Pirondini ha platealmente strappato la lettera con cui i capigruppo di FdI avevano chiesto ai 5S le dimissioni di Scarpinato, definito dai pentastellati, “un eroe dell’antimafia”. Dai banchi della maggioranza intanto si alzava il coro “Depistaggio, depistaggio”. Pirondini ha citato anche Daniela Santanchè, ricordando che è “indagata per truffa all’Inps”, e Augusta Montaruli, “condannata per peculato”.

Raoul Russo (FdI) ha replicato accusando il M5s di “caciara” e di dire il falso: secondo lui Santanchè non è stata rinviata a giudizio. E a fine seduta Pirondini ha denunciato che Santanchè si sarebbe avvicinata ai banchi M5s dicendo “dovete stare attenti, dovete stare molto attenti”. Ai cronisti ha detto che il gruppo prende la frase come una minaccia e ha chiesto al presidente Ignazio La Russa di “tutelare le istituzioni e non i compagni di partito”.

Ricciardi alla Camera: “Tutte le stragi portano a casa vostra”

Poco prima la stessa lite era andata in scena alla Camera. Dopo il voto sull’articolo 8 della legge elettorale, il capogruppo M5s Riccardo Ricciardi ha preso la parola: “Noi non solo ce lo teniamo stretto Scarpinato“, ha detto, “ma riteniamo che se l’Antimafia fosse composta da persone come lui, si farebbe chiarezza sulle stragi”.

E le ha elencate: Portella della Ginestra, piazza della Loggia e la stazione di Bologna. “Tutte quelle stragi portano a casa vostra”, ha sottolineato, prima di chiamare in causa il presidente della commissione Cultura, Federico Mollicone, per un convegno sul generale Maletti, condannato per il depistaggio di piazza Fontana, e La Russa per la sua presenza ai funerali dell’ordinovista, Nico Azzi.

Le risposte stizzite di Bignami e Mollicone

La risposta della maggioranza è arrivata da Galeazzo Bignami (FdI), il quale ha ricordato che Portella è del 1947, e quindi “difficilmente coinvolge noi”. E ha aggiunto: “Vennero a casa nostra, anche a casa mia”, raccontando che spararono dieci colpi a suo padre, “persona di destra”. B

ignami infine ha chiesto di rimuovere Scarpinato anche dal Copasir: “Non secondo Fratelli d’Italia, ma secondo un giudice” ha compiuto “attività di depistaggio”. Mollicone invece ha parlato di “diffamazioni” e ha definito Ricciardi “deficiente”, precisando di usarlo nel senso latino del termine.