Spesa famiglie 2025, l’allarme del Codacons: il 29,4% ha tagliato quantità o qualità del cibo

Spesa famiglie 2025, l’allarme del Codacons: il 29,4% ha tagliato quantità o qualità del cibo

Spesa famiglie 2025, l’allarme del Codacons: il 29,4% ha tagliato quantità o qualità del cibo

Gli italiani continuano a modificare le proprie abitudini di spesa per far fronte all’aumento dei prezzi. Nel 2025, secondo quanto dichiara il Codacons commentando il report dell’Istat sulle spese per i consumi delle famiglie, “il 29,4% dei nuclei familiari ha dichiarato di aver limitato la spesa per il cibo, riducendo la quantità o la qualità dei prodotti acquistati”. Il dato, pur in calo rispetto al 31,1% del 2024, fotografa comunque le difficoltà di una parte significativa delle famiglie.

La spesa media mensile per consumi delle famiglie, nel complesso, “è rimasta sostanzialmente stabile”: 2.782 euro nel 2025 contro i 2.755 euro del 2024. La spesa destinata a prodotti alimentari e bevande analcoliche è invece aumentata da 533 a 552 euro mensili (+3,6%), anche per effetto dell’aumento dei prezzi.

Secondo il Codacons, commentando i dati dell’Istat, “anche nel 2025” una quota consistente delle famiglie ha dunque limitato la spesa alimentare. Ma non è tutto. L’associazione dei consumatori sottolinea anche che, per far fronte all’aumento dei prezzi, gli italiani hanno modificato le proprie abitudini in diversi settori.

Spesa famiglie 2025, l’allarme del Codacons: il 29,4% ha tagliato quantità o qualità del cibo

Per quanto riguarda i viaggi, la quota di famiglie che dichiara di non aver modificato le proprie abitudini di acquisto è scesa dal 56,2% del 2024 al 54,9% nel 2025. Analogamente, per i carburanti la quota di famiglie che non ha cambiato comportamento è diminuita dal 71,4% al 68,2%. Anche sul fronte della sanità si registra una riduzione della quota di famiglie che dichiara di non aver modificato i propri comportamenti di acquisto, passata dal 78,6% al 74,6%.

Se poi si guarda alle differenze sul territorio, prosegue il Codacons, il divario “appare abissale”. Secondo i dati Istat “nel 2025 la spesa media mensile più elevata si registra in Trentino-Alto Adige, con 3.444 euro, mentre la Puglia si ferma a 1.975 euro. La differenza è quindi di 1.469 euro al mese, pari a oltre il 74%. Calabria e Puglia sono le regioni con i livelli di spesa più contenuti”.

I dati dimostrano, conclude il Codacons, “da un lato che gli incrementi di listini al dettaglio e tariffe influiscano profondamente sui comportamenti economici dei consumatori, costringendoli a strategie di sopravvivenza per far quadrare i conti a fine mese, dall’altro come l’Italia sia spezzata in due sul fronte della spesa per consumi, col Mezzogiorno che continua ad arrancare. Dati purtroppo destinati a peggiorare nel 2026, a causa di caro-carburanti, energia alle stelle e inflazione che stanno sconvolgendo la spesa delle famiglie”.