La tregua nella Striscia di Gaza è appesa a un filo. A lanciare l’allarme è un servizio di Channel 12, secondo cui fonti israeliane e palestinesi avrebbero riferito di una crescente volontà di Hamas di tornare a combattere attivamente. Al momento, infatti, nell’area vige un surreale cessate il fuoco, nel quale le armi non hanno mai del tutto smesso di essere utilizzate e, a ben vedere, la maggior parte degli attacchi sarebbe stata lanciata dall’esercito israeliano.
Una situazione che, però, rischia di cambiare radicalmente perché nella Striscia si sta facendo largo la convinzione che Benjamin Netanyahu possa ricevere il via libera da Donald Trump per riprendere i combattimenti dopo le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Proprio per questo, secondo quanto riferiscono le fonti a Channel 12, Hamas starebbe cercando di prepararsi in modo da essere il primo ad aprire le ostilità.
Gaza, tregua appesa a un filo, Channel 12 rivela: “Hamas prepara nuovi attacchi contro Israele”
Al momento, secondo quanto riporta l’emittente israeliana, l’organizzazione starebbe valutando la possibilità di effettuare attacchi pianificati contro basi dell’Idf all’interno della Striscia e tentativi di rapire soldati israeliani. A supporto di queste ipotesi viene citato il fatto che nelle ultime settimane le forze armate israeliane avrebbero osservato un’intensificazione delle attività di Hamas per trasferire armi e mezzi bellici dai tunnel alla superficie, con l’equipaggiamento che verrebbe distribuito principalmente all’interno di scuole e ospedali nella Striscia. Secondo le stesse fonti, inoltre, l’ospedale Nasser di Khan Yunis verrebbe utilizzato come quartier generale e centro per gli interrogatori dell’organizzazione.
Inoltre, secondo le testimonianze palestinesi raccolte da Channel 12, Hamas avrebbe limitato gli orari di attività per i pazienti nella struttura sanitaria per consentire le operazioni dei propri uomini, che circonderebbero l’area da ogni lato. Un’ulteriore testimonianza di questi preparativi sarebbe anche il dato sul drastico aumento dei prezzi delle munizioni nella Striscia: il prezzo di un proiettile per M16, che un mese fa era di 30 shekel (circa 9 euro), sarebbe ora salito a 70 shekel (più di 20 euro), proprio a causa dei massicci acquisti effettuati dall’organizzazione.