L’assegnazione del premio Nobel per la Pace a Navi Pillay, paladina sudafricana dei diritti umani, in un momento in cui il diritto e le istituzioni internazionali sono sotto attacco, è uno schiaffo ai due amici-alleati Donald Trump e Benjamin Netanyahu, in prima battuta. E, in seconda battuta, al cerchio magico del presidente degli Stati Uniti e del premier israeliano, a partire dalle destre italiane che si sono distinte per essersi opposte in sede internazionale alla sospensione degli accordi tra Europa e Israele e allo stop ai prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani in Cisgiordania. Ricordiamo pure che, ai tempi d’oro delle relazioni tra Trump e Giorgia Meloni, la premier aveva auspicato il Nobel per la pace al tycoon.
Uno schiaffo a Trump e Netanyahu. L’imbarazzo di Meloni che tifava Donald
“Se applaudite un po’ più forte, forse dividerò il premio con Trump”, ha detto scherzando Pillay. Navi Pillay, nella sua veste di presidente della Commissione d’inchiesta internazionale indipendente sul territorio palestinese occupato dell’Onu, l’anno scorso aveva accusato Israele di genocidio a Gaza. “La Commissione stabilisce che Israele è responsabile della commissione di un genocidio a Gaza – aveva dichiarato Pillay in quella occasione – È evidente che sussiste l’intento di distruggere i palestinesi di Gaza attraverso atti che soddisfano i criteri stabiliti nella Convenzione sul genocidio”.
Emblematiche le parole oggi della neo-Premio Nobel: “L’ultima cosa che ho fatto è stata il rapporto su Gaza, in cui definisco ciò che sta accadendo lì come un genocidio. Una delle reazioni principali a quel rapporto è stata quella di rendermi omaggio per il mio coraggio. E potete immaginare quanto fossi sorpresa. Perché ci vorrebbe coraggio per dire la verità?”, ha detto Navi Pillay, nel suo primo discorso dopo la proclamazione.
La furia di Israele e degli Usa
Furioso il governo di Israele. “Assegnare il Premio Nobel per la Pace a Pillay non è un atto di giustizia, ma la grottesca strumentalizzazione di un riconoscimento per legittimare l’odio e i pregiudizi contro Israele. Ora che la commissione del Nobel ha premiato la più grande menzogna del XXI secolo, Joseph Goebbels sta certamente applaudendo dall’inferno”, ha scritto il ministero degli Esteri israeliano. Una “donna che ha diffuso la demonizzazione degli ebrei e una parodia della giustizia” ha detto Netanyahu.
Trump ha condiviso sul suo profilo Truth le critiche all’assegnazione del premio Nobel. Il presidente ha pubblicato il post di ‘Shoenlaw’, nome dell’account che rimanda alla studio legale Schien Law Firm, in cui si afferma che “oggi il Comitato per il Nobel si è reso protagonista di una vergogna irreparabile e ha sminuito l’un tempo prestigioso Premio Nobel per la Pace assegnandolo a Navi Pillay, dell’Onu. La Pillay nutre un odio dichiarato verso l’America e Israele. Nel suo ruolo ha celebrato terroristi e premiato Hamas. Ha condotto una ‘indagine’ farsa sostenendo che Israele avesse commesso un genocidio e sollecitandone il perseguimento giudiziario”.
Destre in Italia defilate
E se in Europa, dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, al premier spagnolo Pedro Sanchez, hanno applaudito all’assegnazione del Nobel a Pillay, in Italia il governo e i partiti di maggioranza hanno scelto il silenzio, fatta eccezione per Antonio Tajani. “Il Premio Nobel per la Pace è assegnato. E’ stata scelta una donna che ha una grande esperienza, è stato deciso così, è giusto che sia così. Non è che gli Stati Uniti devono commentare a chi si dà il Premio Nobel”, ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri.
“Ci spiace per Meloni che voleva dare il Nobel per la pace a Trump. E anche per Tajani convinto che il diritto internazionale valga fino a un certo punto. Questo premio alla giurista Navi Pillay è un riconoscimento importantissimo del ruolo delle Nazioni Unite e delle istituzioni di giustizia internazionali – come la Cpi contro cui Tajani ha perfino invocato un’inchiesta – nel denunciare e perseguire senza timore i criminali, per quanto potenti essi siano, come ha fatto Pillay riconoscendo il ‘genocidio’ di Gaza e raccogliendo migliaia di prove contro Netanyahu e i vertici militari israeliani”, hanno dichiarato i parlamentari del M5S.