Nella ricerca di coperture per la prossima Manovra, il governo guarda ancora a banche e assicurazioni. È quanto scrive il Sole 24 Ore secondo cui “le riunioni di inizio settimana al ministero dell’Economia avrebbero fissato l’obiettivo: tra i 2 e i 3 miliardi”. Il quotidiano cita alcune delle ipotesi normative che sarebbero allo studio: “classico” intervento sulle Dta (Deferred Tax Assets, i crediti fiscali scontabili in anni futuri) su avviamenti, valutazione degli strumenti finanziari (in base al principio Ifrs 9) e svalutazione crediti, guardando anche agli avviamenti delle assicurazioni.
Banche e assicurazioni, il Mef vuole un contributo di 2-3 miliardi
Le banche non ci stanno a dare un nuovo contributo alla legge di bilancio. Il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, ha ricordato che gli istituti bancari hanno già un accordo triennale con il governo. Un patto da circa 10 miliardi che prevede, tra l’altro, il rinvio della deducibilità fiscale e la liberazione delle riserve di capitale. Ma il pressing in maggioranza della Lega, che incontra il muro di Forza Italia contraria a usarle “come un bancomat per l’erario”, è costante. Matteo Salvini ipotizza anche un contributo superiore a quello a cui pensa il Mef.
Da banche e assicurazioni “potremmo anche essere più ambiziosi e aspettarci almeno 5 miliardi” di contributo “volontario, gioioso e spontaneo”, ha detto il vicepremier e ministro leghista. Salvini riferisce che punta ad arrivarci “con un confronto positivo e costruttivo”, “senza mettere una norma”. Con utili attesi a “50 miliardi” quest’anno da parte delle banche, per il vicepremier 5 miliardi sono “una cifra assolutamente sostenibile e rispettosa”. Quanto alla posizione di Antonio Tajani, “c’è un tavolo di centrodestra e spero ci arriveremo di comune accordo”.