Anac, trust e fiduciarie vanno nelle dichiarazioni patrimoniali dei politici. La decisione dopo la scoperta (e le polemiche) della società Sala-Galli

D'ora in poi andrà dichiarato tutto. La decisione dell'Anac dopo le polemiche sul trust Inter del sindaco di Miano, Sala

Anac, trust e fiduciarie vanno nelle dichiarazioni patrimoniali dei politici. La decisione dopo la scoperta (e le polemiche) della società Sala-Galli

Da adesso un trust non basterà più a togliere un patrimonio di un esponente politico e di un amministratore dalla vista. Con la delibera n. 387 del 2026, pubblicata ieri, l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) ha stabilito che trust e intestazioni fiduciarie rientrano nella dichiarazione patrimoniale che politici e amministratori devono pubblicare in base al decreto trasparenza del 2013.

Adesso va dichiarato tutto

Le regole sono due. Il trust va dichiarato quando chi lo ha costituito “mantiene il controllo e l’accesso automatico alla consistenza del fondo”: in quel caso vanno indicati gli immobili, i beni mobili iscritti nei pubblici registri e le quote di società. Resta fuori solo se il titolare non ha “alcuna conoscenza” di ciò che il trust contiene. Le intestazioni fiduciarie, invece, vanno dichiarate sempre, con i beni, il diritto esercitato, il numero di quote e il nome della società. L’obiettivo, spiega l’Anac, è “conoscere tutti gli interessi economici di un amministratore pubblico e comprendere se le sue decisioni politiche possano favorire propri interessi”.

Il precedente del trust Inter

Il motivo per cui il chiarimento arriva adesso lo indica la stessa Autorità: il caso era emerso la scorsa estate a Milano. Al centro c’è Finalter, la società di consulenza che il sindaco Giuseppe Sala aveva fondato dopo Expo con Pietro Galli, suo collaboratore all’Esposizione. L’80% è riconducibile alla famiglia Galli. Il restante 20%, sottoscritto da Sala nel dicembre 2015, era stato trasferito nel 2016, al momento della candidatura, in un trust di diritto di Jersey chiamato “Inter”.

La Procura di Milano lo aveva scoperto indagando Galli per emissione di fatture per operazioni inesistenti. Sotto la lente ci sono consulenze per circa 2 milioni di euro pagate a Finalter dalla multinazionale informatica Engineering, nel cui Cda sedeva Galli. Engineering ha avuto rapporti commerciali per oltre 15 milioni con il Comune e con le sue partecipate. Sala non è indagato. Lo stesso giorno ha estinto il trust.

Questione di trasparenza e lo scontro sugli obblighi dichiarativi

Sul piano politico la polemica riguardava soprattutto la trasparenza: il trust non compariva nella dichiarazione patrimoniale presentata dopo l’elezione del 2021. Sala aveva replicato di averlo comunicato al Consiglio comunale nel 2016, e i suoi difensori sostengono che non ci fosse obbligo di ripeterlo in assenza di variazioni. Con la delibera 387 il dubbio è risolto: se si mantiene il controllo del fondo, il trust va dichiarato.