Un letto. È quanto ha guadagnato in un anno di cessate il fuoco la terapia intensiva di Gaza, che secondo il rapporto pubblicato giovedì da Physicians for Human Rights Israel (Phri), i medici israeliani per i diritti umani, aveva 103 posti nell’ottobre 2025 e 104 nel luglio 2026. Dei 36 ospedali della Striscia 20 funzionano solo in parte e nessuno lavora a pieno regime.
Lo stesso giorno Medici del Mondo ha pubblicato il suo rapporto: l’84% dei bambini sotto i cinque anni si è ammalato negli ultimi tre mesi e il 93% delle donne incinte o in allattamento ha sintomi di anemia; ad aprile Amnesty International aveva scritto che, a sei mesi dalla tregua, Israele continuava i suoi atti di genocidio infliggendo deliberatamente a Gaza condizioni di vita calcolate per distruggere fisicamente i palestinesi. Le cure ha provato a portarle via mare la Global Sumud Flotilla. La sua missione di primavera, che secondo Amnesty portava una flotta medica di mille operatori sanitari, fu intercettata al largo di Creta. Giovedì il Consiglio di Yesha, citato dal Times of Israel, ha riferito che il ministro della Difesa Israel Katz ha ordinato di allontanare dalla Cisgiordania gli attivisti venuti per la raccolta delle olive, che secondo Yesha la Flotilla aiuta ad arrivare. Intanto i malati di Gaza muoiono in lista d’attesa.
Fra l’ottobre 2023 e il 2 luglio ne sono morti almeno 1.570, fra cui 264 bambini, secondo il ministero della Sanità di Gaza citato da Phri, mentre dal 2023 Israele vieta di trasferirli negli ospedali di Gerusalemme Est e della Cisgiordania. A luglio l’Alta Corte israeliana ha rifiutato di intervenire su quel divieto e, secondo il Times of Israel, ha dato allo Stato tempo fino al 21 dicembre per un aggiornamento: settantadue giorni da oggi, per chi aspetta un letto oltre il confine.