È partito dall’Afghanistan l’ultimo volo umanitario italiano. Si aggrava il bilancio dell’attentato a Kabul. I morti sono 170 e oltre 200 i feriti

Kabul Afghanistan
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“Tutti gli italiani che volevano essere evacuati sono stati evacuati dall’Afghanistan assieme a circa 4.900 afghani”. È quanto ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. Ed partito oggi stesso dall’aeroporto di Kabul l’ultimo C-130 del ponte aereo italiano impiegato per mettere in salvo i profughi. A bordo ci saranno una cinquantina di afghani ed altro personale militare e diplomatico della missione italiana. Giungeranno, invece, questa sera a Fiumicino altri due velivoli provenienti da Kuwait city, dopo quello atterrato a Roma in mattinata con 106 profughi a bordo.

Si aggrava, intanto, il bilancio del sanguinario attentato suicida, rivendicato dall’Isis e che ieri ha sconvolto Kabul (leggi l’articolo). I morti sono 170, tra cui 13 militari americani, e i feriti oltre 200. Risponderemo “con forza e precisione” in Afghanistan, ha detto il presidente Joe Biden, in lacrime, ieri nel suo discorso tv: “Ve la faremo pagare: siamo pronti a inviare altre truppe se necessario e l’evacuazione va avanti”.

Gli ospedali della città per tutto il pomeriggio sono stati presi d’assalto, a terra sotto il muro di recinzione dell’area dell’aeroporto di Kabul decine di corpi smembrati, con il canale di scolo che si tinge del rosso del sangue di quanti, ammassati ai cancelli in attesa di un volo per la salvezza, hanno trovato la morte. Nessun italiano è rimasto coinvolto negli attentati come hanno riferito fonti della Difesa e in serata lo stesso ministro Di Maio.

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E la crisi afghana è stata anche al centro di un colloquio tra il presidente del Consiglio, Mario Draghi e il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov (leggi l’articolo). Draghi e Lavrov, secondo quanto si apprende, hanno discusso degli ultimi sviluppi in Afghanistan sottolineando gli obiettivi prioritari di assicurare la stabilizzazione e la sicurezza nel Paese e su scala regionale, di far fronte all’emergenza umanitaria in atto e di vegliare sul rispetto dei diritti umani, in particolare delle donne. E’ stato inoltre affrontato il ruolo dei diversi fori internazionali, compreso il G20, per discutere le prospettive di soluzione della crisi in Afghanistan.

Draghi e Lavrov, sempre secondo quanto riferiscono fonti di Palazzo Chigi, hanno parlato anche della situazione in Libia e in particolare della necessità di proseguire con il dialogo politico promosso a Ginevra dalle Nazioni Unite anche in vista delle elezioni di fine dicembre e della necessità di un rapido ritiro delle forze straniere dal Paese.

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