Sorpresa agli US Open: 6-7(5), 6-1, 6-3, 1-6, 7-6(8). È questo il punteggio che ha sancito la clamorosa eliminazione di Carlos Alcaraz dagli US Open, al termine di una maratona notturna conclusasi alle 3.33 di mattina (ora italiana). Il campione in carica cede a Ben Shelton nei quarti di finale dello Slam newyorkese, in quello che è diventato il match terminato più tardi nella storia del torneo.
Un fisico al limite: il vero motivo della sconfitta shock
Mentre i titoli si concentrano sull’orario record, il dettaglio che spiega davvero questa eliminazione risiede nelle precarie condizioni fisiche dello spagnolo. Alcaraz è sceso in campo all’Arthur Ashe Stadium dopo quattro mesi di stop forzato per un infortunio al braccio destro e il corpo ha presentato il conto.
Già dal secondo set è apparso in evidente affaticamento, ma il momento più drammatico è arrivato durante una pausa del quarto set, quando il numero 2 del mondo ha vomitato a bordo campo. Secondo quanto riportato da Italpress, tra il quarto e il quinto set sarebbero emersi anche problemi al polso destro. Nonostante un malessere così evidente, Alcaraz ha trascinato la partita fino all’ultimo punto, offrendo una prova di resilienza straordinaria ma insufficiente contro un Shelton in stato di grazia.
La cronaca di una battaglia epica durata 4 ore e 28 minuti
Il risultato finale del match tra Shelton e Alcaraz non racconta da solo l’andamento altalenante della sfida. Il primo set è stato equilibrato, vinto dallo spagnolo al tie-break dopo un avvio difficile. Poi, però, l’americano (testa di serie n.8) ha preso il sopravvento: nove game consecutivi vinti tra secondo e terzo parziale, dominati da un servizio incontenibile e da una devastante potenza da fondocampo.
Nel quarto set Alcaraz ha trovato le residue energie per vincere 6-1 e tenere in vita il match, ma nel quinto la stanchezza accumulata e i problemi fisici hanno pesato. Si è arrivati così al super tie-break decisivo, chiuso da Shelton per 10-8 dopo 4 ore e 28 minuti di gioco. La partita, iniziata intorno alle 23.00 di martedì, ha superato il precedente record delle 2.50 di notte registrato proprio agli US Open quarti di finale 2026… no, 2022, quando lo stesso Alcaraz sconfisse Jannik Sinner.
Record infranti e la seconda sconfitta al quinto set
Questa eliminazione ha un peso specifico enorme nella carriera del giovane fuoriclasse murciano. Si interrompe una striscia di 18 vittorie consecutive negli Slam e arriva solo la seconda sconfitta in carriera in un match Major deciso alla quinta frazione. L’unica precedente risaliva all’Australian Open 2022 contro Matteo Berrettini. Da allora, Alcaraz aveva sempre vinto quando la partita arrivava al set decisivo, rendendo questo stop ancora più sorprendente.
Le parole di Shelton: “La partita più emozionante della mia carriera”
Visibilmente provato ma raggiante, Ben Shelton ha commentato così la vittoria ai microfoni dei cronisti, come riporta l’agenzia AGI: “Sono stanco, è stata una partita epica. Senza dubbio la più emozionante che abbia mai disputato in tutta la mia carriera”. L’americano ha sottolineato come non avesse mai battuto un top-3 mondiale in uno Slam prima d’ora, aggiungendo un attestato di stima verso il rivale: “Carlos è già uno dei migliori campioni del nostro sport a soli 23 anni”.
Cosa succede ora: semifinale derby USA e il resto del programmaArc
Archiviata la sorpresa, il tabellone maschile prosegue con un derby a stelle e strisce. Nella semifinale Shelton Tiafoe, in programma venerdì, l’americano affronterà il connazionale Frances Tiafoe, autore di una rimonta clamorosa contro Alex Michelsen (5-7, 3-6, 7-5, 6-3, 7-6) in 4 ore e 41 minuti. Per Shelton si tratta della seconda semifinale agli US Open (dopo il 2023) e della terza in uno Slam in carriera.