Balneari, nuovo regalo delle destre ma fallisce il blitz per prorogare di tre anni le concessioni

Blitz delle destre sul decreto Infrastrutture: un emendamento proroga le concessioni balneari, ma viene cassato per mancanza di coperture.

Balneari, nuovo regalo delle destre ma fallisce il blitz per prorogare di tre anni le concessioni

Il nuovo, ormai consueto, regalo ai balneari. Sulle concessioni arriva una proroga fino al 2030 per la gestione delle spiagge con il blitz delle destre al Senato. Una proroga – poi bloccata per mancanza di coperture – di tre anni che in teoria riguarda solamente Calabria, Sardegna e Sicilia, ovvero le regioni colpite dagli “eventi meteorologici di eccezionale intensità” degli scorsi mesi, ma che in realtà avrebbe potuto trasformarsi in qualcosa di più.

La Lega ha proposto un emendamento al decreto Infrastrutture che la commissione Ambiente del Senato ha approvato: viene prevista la proroga fino a settembre del 2030 o fino a marzo del 2031 (in base alle differenti previsioni) delle attuali scadenze delle concessioni balneari, garantendo così tre anni in più ai gestori. Ma il blitz, alla fine, è fallito per mancanza di coperture. Dopo l’approvazione, infatti, il testo è stato bloccato dalla commissione Bilancio di Palazzo Madama, che l’ha bocciato dopo il parere negativo del ministero dell’Economia.

Rischi e incognite

La proroga era destinata alle aree per le quali è stato dichiarato lo stato di emergenza, ovvero Calabria, Sardegna e Sicilia. Ma l’opposizione ritiene che il rischio è che le proroghe riguardino tutti perché non è precisato da nessuna parte che il rinvio della scadenza valga soltanto per quei territori. Insomma, per il centrosinistra il rischio è che si interpreti diversamente il testo allargando la proroga a tutte le concessioni balneari.

Concessioni balneari, cosa prevede l’emendamento che proroga le scadenze di tre anni

L’emendamento prevede che le concessioni possano “continuare ad avere efficacia fino al 30 settembre 2030”. Per le concessioni in scadenza entro il 31 marzo 2028, invece, la proroga varrà “fino al 31 marzo 2031”. La premessa è che queste proroghe valgono per i territori interessati dai “danni alla fascia costiera provocati dal processo di progressiva erosione della costa, nonché dagli eventi meteorologici di eccezionale intensità che hanno colpito in particolare” Calabria, Sardegna e Sicilia a gennaio.

La giustificazione della proroga viene riportata nel testo: si spiega infatti che l’obiettivo è “incentivare immediati interventi di messa in sicurezza e mitigazione dell’erosione costiera, anche con investimenti privati a medio termine che consentano il regolare avvio delle attività turistiche estive”. L’ente gestore e il concessionario, prevede l’emendamento, devono individuare “investimenti indifferibili e necessari per assicurare il ripristino delle aree demaniali, il recupero dei beni danneggiati e la continuità dei servizi”. Per questi investimenti si prevede che “il periodo di ammortamento” debba essere oltre il 30 settembre 2027 o il 31 marzo 2028. Quindi si proroga la durata delle concessioni sostenendo che i gestori debbano effettuare investimenti urgenti che necessitano di tempi più lunghi per un reale ammortamento.