Le bombe prodotte in Sardegna utilizzate dalla coalizione saudita anche contro i civili in Yemen, Paese martoriato dalla guerra civile. La denuncia arriva in un video-inchiesta del New York Times ed รจ ripresa dai giornali italiani. Fatti che La Notiziaย denuncia da almeno due anni fa, con numerosi articoli sulla vendita di armi allโArabia Saudita nonostante esistano normative che proibiscono queste forniture ai Paesi coinvolti in conflitti.
Il video documenta il viaggio delle armi dalla Sardegna; da anni Mauro Pili, ex presidente della regione Sardegna ed ex sindaco di Iglesias, denuncia questi viaggi a dir poco sospetti. Il quotidiano americano spiega, altresรฌ, che lโItalia non รจ lโunico Paese a vendere armi ai sauditi. Per il governo italiano perรฒ รจ tutto legale.
LEGGI LA NOSTRA INCHIESTA DEL 24 MARZO 2017 (di CARMINE GAZZANNI)
In Yemen si muore. Ormai da due anni. Una tragedia ininterrotta che pare non scalfire le coscienze della politica e dellโindustria armata. Perchรฉ cโรจ da restare allibiti dinanzi a continui carichi di bombe senza che nessuno, dal fronte delle istituzioni, dica o faccia qualcosa. Eppure i dati sono drammatici. Secondo quanto denunciato in questi giorni da Amnesty International, dal marzo 2015, quando sono iniziati gli attacchi aerei da parte della coalizione guidata dallโArabia Saudita, sono stati uccisi almeno 4600 civili e ne sono stati feriti piรน di 8mila. Come se non bastasse, quasi 19 milioni di persone sono in estrema indigenza, tanto da dipendere solo e soltanto dallโassistenza umanitaria. Una guerra ingiusta e criminale.
Denunce inascoltate – E a denunciarlo non sono le โsoliteโ associazioni umanitarie. A dirlo chiaramente รจ stato, lo scorso 27 gennaio, il โRapporto finale del gruppo di esperti sullo Yemenโ, presentato al Consiglio di Sicurezza dellโOnu, in cui si evidenzia come โi bombardamenti aerei condotti dalla coalizione guidata dallโArabia Saudita hanno devastato le infrastrutture civili in Yemenโ. Ma cโรจ di piรน: โil gruppo di espertiย – si legge nel report – ha condotto indagini dettagliate su questi fatti ed ha motivi sufficienti per affermare che la coalizione guidata dallโArabia Saudita non ha rispettato il diritto umanitario internazionale in almeno 10 attacchi aerei diretti su abitazioni, mercati, fabbriche e su un ospedaleโ. Non รจ un caso che giร un anno fa anche il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione sullo Yemen affinchรฉ si ponga fine alla guerra in corso, con un esplicito emendamento (359 parlamentari favorevoli e 212 voti contrari) che richiama la necessitร di fermare il flusso di armi.ย Tutto inutile dato che lโexport continua.
Traffico di morte – E da dove parte questo flusso? Anche dallโItalia. Il rapporto dellโOnu, infatti, come ci spiega Giorgio Beretta, analista dellโOsservatorio Permanente sulle Armi Leggere e le Politiche di Sicurezza e Difesa (OPAL) di Brescia, โdocumenta il ritrovamento, a seguito di due bombardamenti a Sanaโa nel settembre 2016, di piรน di cinque โbombe inertiโ sganciate dallโaviazione sauditaโ contrassegnate dalla sigla โCommercial and Government Entity (CAGE) Code A4447โ, riconducibile allโazienda Rwm Italia, che ha sede a Domusnovs, in Sardegna. Gli esperti Onu spiegano inoltre che โuna bomba inerte del tipo Mk 82 ha un impatto pari a quello di 56 veicoli da una tonnellata lanciati a una velocitร di circa 160 km allโoraโ. Tanto per capire.
“Non รจ quindi piรน accettabile โ commenta Giorgio Beretta, analista dell’Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere e le Politiche di Sicurezza e Difesa (OPAL) di Brescia โ che l’Italia continui ad inviare sistemi militari e munizionamento alle forze armate dell’Arabia Saudita. Non solo le associazioni internazionali, ma le stesse Nazioni Unite certificano ormai con chiarezza che numerosi bombardamenti effettuati dalla coalizione a guida saudita, ed in particolare quelli sulle zone abitate da civili, sono in palese violazione delle leggi internazionali. Si tratta di bombardamenti effettuati anche con bombe prodotte ed esportate dallโItalia: lo avevamo giร fatto rilevare come Osservatorio OPAL, ma adesso รจ lo stesso gruppo di esperti dellโOnu che lo documentaโ.
L’ultima spedizione – E lโultimo carico, come ci racconta il deputato di Unidos Mauro Pili, รจ partito la notte tra lunedรฌ e martedรฌ. Pili ha filmato e documentato quello che lui stesso ha definito โun carico di morte, lโennesimo dal porto canale di Cagliari. Questa volta con palesi tentativi di nascondere la vergognosa gestione di questo traffico di bombe tedesche dalla Sardegna verso i paesi arabiโ. La nave Bahri Jeddah battente bandiera saudita, come dโaltronde risulta anche dal sito Marine Traffic che monitora appunto il traffico marittimo, รจ arrivata a Cagliari per poi ripartire nella notte dal porto di Cagliari diretta verso Port Said in Egitto. โLe operazioni di carico – racconta a La Notizia – sono state interrotte piรน volte durante tutta la notte per impedirmi di documentare quello che stava avvenendo in un porto civileโ. Tanto che, in piena notte, รจ arrivata pure la Guardia di Finanza โper identificarmi e per intimarmi di lasciare lโarea, ottenendo il netto rifiutoโ. Alla fine, perรฒ, sono stati comunque caricati โduemila ordigni prodotti dalla Rwm tedesca a Domusnovas. Un carico da 18 container issati a bordo con la supervisione di tecnici, vigilanza e vigili del fuocoโ. Ma non deve sorprendere. Secondo i dati reperibili dal registro del commercio estero dellโIstat e segnalati a La Notizia dallโOsservatorio OPAL, lo scorso anno dallโItalia sono state inviate allโArabia Saudita bombe e munizionamento militare per un valore complessivo di oltre 40 milioni di euro, in netta crescita rispetto ai 37,6 milioni di euro del 2015. Spedizioni tutte effettuate dalla provincia di Cagliari. Insomma, il traffico di morte continua. Col beneplacito del Governo.
Tutto tace – Eppure dal Governo non si muove una foglia. Questa la ragione per cui, continua Beretta, “รจ inammissibile che a seguito dei recenti incontri ufficiali della ministra della Difesa Roberta Pinotti, del ministro degli Esteri Angelino Alfano e dello stesso presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, con i ministri sauditi della difesa e degli Esteri non sia emersa una sola parola di condanna delle gravi violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario da parte dellโArabia Saudita”. โLโItalia deve farsi promotrice in sede europea โ conclude Beretta โ dellโattuazione della Risoluzione del Parlamento europeo che giร dallโanno scorso chiede di avviare un’iniziativa finalizzata allโimposizione da parte dellโUE di un embargo sulle armi nei confronti dellโArabia Saudita, tenuto conto delle gravi accuse di violazione del diritto umanitario internazionale da parte di tale paese nello Yemen e che il continuo rilascio di licenze di vendita di armi allโArabia Saudita violerebbe la Posizione comune europea sulle esportazioni di sistemi militariโ.
Parla Mauro Pili (Unidos): “Il Governo รจ complice”
Mauro Pili, deputato sardo di Unidos, non ha dubbi: โIl Governo รจ complice sulle bombe in Yemenโ.
Insomma, condanna senza appello?
Le faccio un esempio: quando ci fu il primo carico, denunciai la cosa in Aula con un ordine del giorno per chiedere di bloccare la vendita allโArabia. Ma la maggioranza lo bocciรฒ. Il problema, peraltro, รจ ancora piรน grande..

Cโรจ un rapporto dei servizi segreti tedeschi in cui si definisce il ministro della Difesa arabo โcompulsivoโ nellโacquisto di armi. E infatti i suoi ordinativi sono spaventosi. LโArabia sta creando un arsenale con cui potrebbe destabilizzare lโintera area.
Peraltro lโazienda che vende bombe รจ di proprietร tedesca…
Esatto. Non vendono in Germaniaย e lo fanno invece nel Sulcis, lโarea piรน povera della Sardegna: lรฌ i ragazzi sono costretti a produrre armi non avendo alternative. Non a caso cโรจ un progetto per quintuplicare la presenza dellโazienda qui.
E la Regione non dice nulla?
L’amministrazione regionale รจ totalmente inesistente. Non dice assolutamente nulla. Nonostante sia evidente ci sia una guerra tra ricchi e poveri…
Intende tra Arabia e Yemen?
Non solo. Il punto รจ questo: la Germania, nazione ricca, non vende direttamente armi, ma le fa vendere nell’area sarda piรน povera, il Sulcis, che poi rivende a una nazione ricca, l’Arabia, che sgancia quelle stesse bombe su un Paese povero come lo Yemen. Un circolo vizioso e drammatico che deve essere fermato, ma il nostro Governo preferisce non dice nulla.
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