Dopo il flop sui Dpcm, Cassese ne dice una giusta. Per il presidente emerito della Consulta lo Stato deve gestire la Sanità non le Regioni

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Il presidente emerito della Consulta, Sabino Cassese, casca dal pero e si pianta sulla dura terra, manco fosse Willy il Coyote, ed esclama: “Lo Stato deve gestire la Sanità non le regioni”. Benvenuto professore nella nave dei saggi che da anni dice che la riforma frettolosissima del Titolo V della nostra Costituzione fu un errore che ha rovinato l’Italia. Ora che la Corte Costituzionale ha smentito il professore sull’utilizzo corretto dei Dpcm ci fa anche la ramanzina sul valore dello Stato centrale.

Errore, ricordiamolo, commesso da una presciolosa sinistra che impaurita dalla Lega voleva rafforzarsi in campo autonomista. Materie come Sanità, ma anche Energia sono state regalate a chi spesso ne ha fatto merce di scambio per i voti. Ci voleva una pandemia per mettere a nudo l’incredibile malfunzionamento per cui ogni regione procede per proprio conto sul piano vaccinale.

Un disastro epocale, che ci dà anche contezza del fatto che siamo ancora al palo rispetto ai nostro Paesi concorrenti. Le regioni hanno dimostrato in tutti questi anni di essere strutturalmente incapaci di gestire la Sanità, figuriamoci durante una pandemia in cui è più che necessario un fortissimo coordinamento centrale, proprio per la natura nazionale (anzi mondiale) della problematica.

Il caos che abbiano visto non solo è stato disdicevole sul piano pratico, ma ha prodotto l’incredibile ed altissima percentuale di vittime che riscontriamo rispetto agli altri Paesi. Dunque bene farà il premier Mario Draghi se ci sarà, come sembra, una guida centrale per la politica vaccinale. Ogni regione mostra la sua sconcertante creatività. Ogni regione cerca di privilegiare gli ordini professionali che più si vuole tenere buoni per motivi di immagine, paura o voti.

Un indecoroso mercimonio che è sotto gli occhi di tutti. E non dimentichiamoci che la Lombardia ha contagiato l’Italia che, a sua volta, ha contagiato l’Occidente, così per dire, solo per la cronaca. E la magistratura sta indagando sugli incredibili errori commessi durante la prima fase della pandemia nel 2020. L’alto numero di vittime, allora come adesso, è frutto di questa incapacità a gestire localmente problematiche complesse in cui sono stati commessi clamorosi errori, come ha anche ammesso l’assessora alla Sanità lombarda Letizia Moratti.

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