Pochi ne parlano ma la Cisgiordania è diventata un’emergenza internazionale. Come avviene a cadenza ormai quotidiana, anche ieri un gruppo di coloni israeliani ha condotto alcuni attacchi contro i residenti, incendiando due auto nel villaggio palestinese di Majdal Bani Fadil, a sud di Nablus, nel nord dell’enclave palestinese. A raccontarlo è l’agenzia di stampa Wafa.
Secondo fonti locali, citate da Wafa, il gruppo di coloni ha fatto irruzione nella parte settentrionale del villaggio, scatenando il panico tra gli abitanti e dando alle fiamme i veicoli. Difficile sostenere che si tratti di un caso isolato perché questo episodio si inserisce in un’escalation di attacchi dei coloni che va avanti da tempo e, anzi, stanno peggiorando di giorno in giorno.
Secondo quanto messo nero su bianco dalla Commissione palestinese contro il muro e gli insediamenti, i coloni, talvolta con il benestare delle forze israeliane, avrebbero compiuto 3.133 attacchi contro i palestinesi, le loro terre e le loro proprietà in tutta la Cisgiordania occupata, inclusa Gerusalemme Est, nel solo mese di ottobre. Si tratta di un numero shock di attacchi che segna un aumento del 52,8% rispetto a settembre, quando i casi registrati erano stati 2.051 attacchi.
“Si tratta di una pericolosa escalation che rispecchia l’ampliamento della portata della violenza coloniale e l’integrazione tra strumenti militari e coloniali nel prendere di mira la presenza palestinese e i mezzi di sussistenza della popolazione sulla propria terra”, ha denunciato la Commissione nella nota, precisando che le forze armate hanno condotto 1.764 attacchi, mentre i coloni 1.369. “Il numero di attacchi dei coloni è passato da 647 a 1.369, segnando un aumento del 111,6%”, ha rimarcato la Commissione.