Conte detta l’agenda per i prossimi tre anni. “Abbiamo davanti a noi una maratona. Marceremo spediti. A gennaio ci sarà un momento di confronto”

GIUSEPPE CONTE
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Il premier Giuseppe Conte ha tenuto, questa mattina a Villa Madama, la consueta conferenza stampa di fine anno dedicata, in questa occasione, al piano per il rilancio dell’azione del governo per i prossimi tre anni. “Finora abbiamo corso i 100 metri e sono orgoglioso dei risultati, ma ci aspetta una maratona di 3 anni a partire da gennaio” ha detto il presidente del Consiglio, aggiungendo, tuttavia, che non ci sarà né un Conte ter né un partito di “contiani”. “Serve, invece, – ha sottolineato ancora Conte – un’agenda fino al 2023, che però non vedrà all’ordine del giorno né la flat tax né la rimodulazione delle aliquote Iva. Piuttosto, nuove misure anti-evasione per “pagare tutti meno tasse”.

Nel corso della conferenza stampa conte ha poi annunciato che Lucia Azzolina (M5S) sarà la nuova ministra della Scuola, dopo le dimissioni di Lorenzo Fioramonti, mentre Gaetano Manfredi, presidente della Conferenza dei rettori, andrà all’Università e alla Ricerca. “Mi sono convinto che la cosa migliore per potenziare la nostra azione – ha detto a proposito Conte -, sia separare il comparto Scuola dal comparto Università e Ricerca. Ho pensato, avendo conosciuto l’operato della sottosegretaria Lucia Azzolina, di nominarla ministra della Scuola e Gaetano Manfredi vorrei nominarlo ministro dell’Università e della Ricerca. Abbiamo la necessità di rilanciare il comparto della Ricerca dell’Università. Non è vero che non abbiamo compiuto dei passi in avanti, per la prima volta abbiamo introdotto l’Agenzia nazionale per la ricerca, questa è una iniziativa strategica. Dobbiamo fare qualche sforzo in più, dobbiamo rilanciare un piano straordinario per i ricercatori”.

“Non solo è stata disinnescata l’Iva – ha detto premier a proposito dell’azione di governo -, ma abbiamo anche iniziato a realizzare alcuni degli impegni sui quali abbiamo chiesto la fiducia del parlamento e dei cittadini. Ora abbiamo davanti a noi una maratona di tre anni, non significa che andremo a passo lento, marceremo spediti, ma questo spazio temporale ci consentirà di programmare senza l’affanno di questi mesi le nostre iniziative di governo. Vogliamo un piano ambizioso riformatore per realizzare quelle misure che il paese attende da anni per migliorare la qualità della vita dei cittadini”.

“Gennaio – ha aggiunto ancora il presidente del Consiglio – sarà l’occasione per fermarsi a riflettere e confrontarsi per cercare di rilanciare l’azione di governo. Già scegliere l’ordine temporale delle misure da adottare sarà una scelta politica, nell’interesse dei cittadini e del Paese. Abbiamo già presenti alcune priorità tra cui vogliamo snellire la macchina burocratica. Nessuno può illudervi che questa riforma sia facile – ha aggiunto -, occorre un orizzonte temporale ampio, è una delle riforme tecnicamente più difficili”.

Per abbassare le tasse e tenere i conti in ordine, evitando una procedura di infrazione dell’Ue, “l’unica prospettiva seria e credibile è lottare contro l’evasione fiscale, un furto che svantaggia i cittadini onesti”, ha affermato ancora Conte. “Abbiamo già dato un segnale ben preciso – ha aggiunto – l’economia sommersa vale circa 100 miliardi se recuperiamo ingenti risorse questa, non i proclami, è una strada concreta seria e perseguibile per abbassare davvero le tasse. Pagare tutti per pagare meno. Il 34% della spesa pubblica dovrà a priori essere destinato al Sud, è il principio che abbiamo fissato”.

“Bisogna lavorare per incrementare le infrastrutture – ha ribadito ancora il premier -, migliorare e manutenerle in modo efficace: quello che abbiamo osservato fino qua non ci piace. Serve una manutenzione più efficace, ordinaria e straordinaria”.

Per quanto riguarda la giustizia: “Dovremmo lavorare per velocizzare i processi: questo sarà un pilastro del nostro disegno riformatore. Siamo molto ambiziosi, dobbiamo mettere mano alla giustizia tributaria. Il mio obiettivo è quello di ridurre un grado di giudizio, per la giustizia tributaria devono essere sufficienti solo due gradi”.

“Avete visto che nel dibattito generale non ci sia più l’immigrazione, è uscita dai radar. Stiamo ottenendo risultati senza clamori. Abbiamo migliorato la performance degli sbarchi e dei ricollocati”, afferma il premier. “Da settembre sono 98 i migranti ricollocati, ogni mese. Questo – aggiunge – perché l’accordo di Malta ha raggiunto risultati, per la prima volta abbiamo richiesta congiunta dei ricollocamenti. I nostri porti non sono mai stati chiusi, la differenza era di trovare soluzioni automatiche o meno, la differenza era tenerli in mare più giorni o meno giorni”.

Conte ha fatto sapere che sul caso Gregoretti, che sotto inchiesta l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini, sta “completando le verifiche, ovviamente non mi occupo di un dossier alla volta. Con massimo scrupolo farò le mie verifiche: ho già fatto quelle sui messaggi sul cellulare, ora lo farò sulle e-mail. Sicuramente c’è stato coinvolgimento della presidenza sulla ricollocazione. Non ho avuto ancora alcun riscontro sullo sbarco, ma non ho ancora sciolto la riserva. Se troverò un frammento sarò il primo a dirlo”.

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