Cari figli,
รจ la festa della mamma. Una liturgia delicata omaggia oggi il nostro ruolo, come da abitudine. ย Eppure io sento una grande responsabilitร , ancor prima del piacere di festeggiare con fiori o disegni, cioccolatini e poesie.
Perchรฉ per sentirmi pienamente appagata e felice dovrei sapere di avervi protetti abbastanza.
Da quando siete nati ho cercato di individuare mille pericoli in agguato da cui tenervi alla larga: soffocamento, le auto, i lettini, la scuola, il parchetto, gli animali. Perfino un raffreddore o una caduta mi sono sembrati ostacoli per la vostra crescita serena.
In questi giorni mi sono accorta che sono assai piรน numerosi e mimetizzati, di quanto immaginassi. E ancora piรน infimiย perchรฉ apparentementeย innocui.
Si chiamano pregiudizi, giudizi. Pietre.
Oggi sono sotto processo i boccoli di una bambina vittima, di cinque anni, poi sarร un abito scollato, i capelli biondi, il rossetto rosso.
Figlia mia, quindi, in che mondo ti farรฒ crescere? Sono piรน pericolosi i pregiudizi, ciรฒ che vorranno vedere di te oltre la tua innocenza, dei pericoli dai quali tentavo di proteggerti.
Io sono adulta. Quando hanno deturpato il valore del mio lavoro con illazioni e sorrisini, anteponendo ad esso il biondo dei capelli o il rosso di uno smalto, avevo giร allenato la mia dignitร ad essere impermeabile alle critiche. Ma con te, come farรฒ? Dovrรฒ sempre vegliare sul tuo abbigliamento perchรฉ ti diranno che una spallina abbassata, un boccolo morbido sulla fronte, un tacco indossato di sera, potrebbe indurre pensieri molesti ed anche giustificarli?
Dovrรฒ insegnarti che legare i capelli รจ ย piรน ordinato e sicuro di una chioma selvaggia e ribelle?
Dovrรฒ seguirti, imporre l’ipocrisia di un abito rigoroso o riconosciuto come tale, della forma, perchรฉ potrei anche io essere perseguitata, giudicata, per aver indotto un malato, alla violenza?
Io ti guardo e vedo una bellissima bambina. Pura, pulita. E vorrei che fossi sempre fiera di te stessa. Non vorrei che fossi costretta a legarti i capelli. O a censurare le espressioni del tuo volto.
A tingerti i capelli di scuro o a mortificarti perchรจ, prima o poi, attirerai lโattenzione di qualcuno. Non ti vorrei rendere diffidente. Ma per qualcuno dovrei.
Io vorrei insegnarti a difenderti Emma, ma oggi certe parole pesano piรน delle pietre ed io posso solo dirti che la migliore difesa, e la tua forza, sarร la tua libertร .
Lo insegnerรฒ a te e soprattutto a tuo fratello: nulla puรฒ giustificare una violenza.
Non so se sono una buona madre, ma spero di essere una madre buona. Per questo mi auguro- illudendomi- che lo diventi anche un poโ di piรน il mondo in cui stai crescendo.