L’epidemia di Ebola in Africa centrale fa paura. Sembra un paradosso, ma mentre il bilancio dell’infezione continua a peggiorare, soprattutto nella Repubblica Democratica del Congo, l’emergenza fatica a trovare spazio sui giornali e nei telegiornali. Eppure i dati diffusi dall’Africa CDC, ossia il Centro africano per il controllo e la prevenzione delle malattie, sono letteralmente drammatici: nell’ultimo aggiornamento, riferito al 2 novembre, i decessi hanno superato quota 5.300.
Sono oltre 10.400, invece, i contagi complessivi finora registrati. Un’emergenza che ha spinto l’Arabia Saudita, lo scorso 30 ottobre, a introdurre restrizioni sui viaggi e sugli ingressi dal Kenya, nel tentativo di impedire che il patogeno possa raggiungere il Regno.
Proprio la decisione dei sauditi, però, è finita al centro di un comunicato dell’Africa CDC, secondo cui l’organismo “riconosce e rispetta pienamente la responsabilità sovrana di ogni Paese, compresa l’Arabia Saudita, di tutelare la salute e la sicurezza della propria popolazione. Tuttavia, le misure di sanità pubblica devono essere guidate da prove scientifiche, proporzionalità, trasparenza e dal Regolamento Sanitario Internazionale, piuttosto che dalla paura o dalla mera presenza di casi importati“.
Ebola, oltre 5.300 morti in Africa: l’epidemia dimenticata che fa paura al mondo
Al momento, secondo i dati forniti dalle autorità keniane, il Paese ha registrato nove contagi, due dei quali hanno avuto esito mortale, tutti collegati a un primo caso importato. Dal 19 ottobre non è stato segnalato nessun nuovo caso e, al momento, non ci sono prove di una trasmissione comunitaria sostenuta del virus nel Paese.
“L’Africa CDC è preoccupato per il rischio di un trattamento diseguale: gli standard scientifici devono essere applicati in modo coerente, sia che un caso importato venga rilevato in un Paese africano, in un Paese europeo o in qualsiasi altra parte del mondo”, sottolinea l’organismo. “I Paesi africani non devono subire restrizioni sproporzionate semplicemente perché sono africani. Allo stesso modo, i Paesi che segnalano le epidemie in modo trasparente e rispondono in modo efficace devono essere sostenuti anziché penalizzati”, conclude l’Africa CDC.