Eutanasia, assolti anche in Appello a Genova Cappato e Welby. Erano sotto processo per il caso del suicidio assistito di Davide Trentini

eutanasia Cappato Welby
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Mina Welby e Marco Cappato, rispettivamente copresidente e tesoriere dell’associazione Luca Coscioni, sono stati assolti dai giudici della Corte d’assise d’Appello di Genova nell’ambito del processo che li vedeva imputati con l’accusa di aiuto al suicidio offerto al 53enne massese Davide Trentini, malato di sclerosi multipla, deceduto in una clinica in Svizzera il 13 aprile 2017 con suicidio assistito.

In primo grado a Massa, nel luglio scorso, Cappato e Welby, che si autodenunciarono nei giorni successivi alla morte di Trentini, furono assolti, dopo che il pm Marco Mansi aveva chiesto i minimi di legge, 3 anni e 4 mesi. La Procura toscana fece poi ricorso sull’assoluzione. In mattinata, al termine del dibattimento, il procuratore generale di Genova, Roberto Aniello aveva chiesto la conferma dell’assoluzione per Cappato e Welby.

“C’è in gioco la libertà delle persone di poter scegliere – aveva detto stamani l’esponente radicale, Marco Cappato -, alla fine della propria vita se in condizioni di sofferenza insopportabile di malattia, di terminare la propria sofferenza. Il parlamento italiano non si assume la responsabilità di una decisione e quindi l’unica aula dove si discute è quella del tribunale”.

“Non si può attendere quattro anni e nove udienze – ha aggiunto Cappato – per vedere affermato un diritto perché altrimenti vale solo per le persone che se ne sono andate. Noi chiediamo che ci siano delle regole certe di legalizzazione dell’eutanasia per le persone che adesso vivono questa urgenza. Il tribunale a Genova può stabilire un precedente importante sul diritto anche per le persone che non sono attaccate a una macchina”.

“Per l’inerzia del parlamento puntiamo a raccogliere le firme sul referendum – aveva ancora detto l’esponente radicale -, tra luglio e settembre, e a quel punto saranno direttamente i cittadini italiani a scegliere tra l’eutanasia clandestina che c’è e l’eutanasia legale che chiediamo. Continuano le persone a contattarci perché questa è una realtà sociale molto diffusa e per questo motivo abbiamo appena lanciato un numero bianco (0699313409) che le persone possono chiamare per essere aiutate dai nostri volontari ad affermare i propri diritti”.