Per la Fondazione Gimbe l‘efficacia dei vaccini nel tempo è stabile sopra il 94% nel ridurre morti e ricoveri. Ma scende all’80% per prevenire i contagi

NINO CARTABELLOTTA
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Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe rileva nella settimana 25-31 agosto 2021, rispetto alla precedente, la stabilità dei nuovi casi (45.134 vs 45.251) e dei decessi (366 vs 345). Lieve aumento di casi attualmente positivi (137.925 vs 135.325), persone in isolamento
domiciliare (133.129 vs 130.785), ricoveri con sintomi (4.252 vs 4.036) e terapie intensive (544 vs 504).

In dettaglio si registrano le seguenti variazioni: i decessi: 366 (+6,1%), l’occupazione in terapia intensiva: +40 (+7,9%), i ricoverati con sintomi +216 (+5,4%), quelli in isolamento domiciliare: +2.344 (+1,8%). I nuovi casi 45.134 sono in lieve flessione (-0,3%) mentre aumentano gli attualmente positivi +2.600 (+1,9%).

I DATI NEL DETTAGLIO

“Rimangono stabili – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe – i nuovi casi settimanali, sia come numeri assoluti che come media mobile dei casi giornalieri che si attesta a 6.448″. “I casi rimangono tuttavia sottostimati dall’insufficiente attività di testing e dalla limitata attività di tracciamento dei contatti”.

Nella settimana 25-31 agosto, rispetto alla precedente, “in 9 Regioni si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi”. Sono ben “12 le Regioni in cui crescono gli attualmente positivi” spiega Cartabellotta. In 67 Province l’incidenza è pari o superiore a 50 casi per 100mila abitanti. Si trattai di: Basilicata, Emilia- Romagna, Marche, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto tutte le Province raggiungono o superano tale soglia.

Sono 11 le Province con oltre 150 casi per 100mila abitanti: Enna (310), Siracusa (270), Caltanissetta (261), Ragusa (252), Cagliari (210), Catania (191), Palermo (172), Reggio di Calabria (167), Messina (164), Trapani (162), Sud Sardegna (156). Stabili i decessi: 366 di cui 42 relativi a periodi precedenti.

TASSO DI OCCUPAZIONE NEGLI OSPEDALI

“Sul fronte ospedaliero – afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe – frena l’aumento dei posti letto occupati: rispetto alla settimana precedente +5,4% in area medica e +7,9% in terapia intensiva”. In termini assoluti, “il numero di pazienti Covid in area medica è passato da 1.088 del 16 luglio a 4.252 del 31 agosto (+291%) e quello nelle terapie intensive da 151 del 14 luglio a 544 del 31 agosto (+260%)”. A livello nazionale il tasso di occupazione rimane basso (7% in area medica e 6% in area critica). Tuttavia si rilevano notevoli differenze regionali: per l’area medica si collocano sopra la soglia del 15% Sicilia (23%) e Calabria (17%); per l’area critica sopra la soglia del 10% Sicilia (13%) e Sardegna (13%).

“Si registra un lieve aumento degli ingressi giornalieri in terapia intensiva – spiega Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – con una media mobile a 7 giorni di 43 ingressi/die rispetto ai 40 della settimana precedente”.

FORNITURE DI SIERI IN AUMENTO

Le forniture “al 1° settembre risultano consegnate 86.126.058 dosi”. Netto il cambio di passo sul fronte delle forniture: “nelle ultime 4 settimane sfiorata quota 15 milioni di dosi a fronte di 10,1 milioni delle 4 settimane precedenti”. “Le scorte attualmente disponibili – spiega Mosti – ammontano ad oltre 7,8 milioni di dosi di vaccini a mRna” ossia “un numero ampiamente sufficiente ad accelerare la campagna vaccinale”.

Per quanto riguarda le somministrazioni, al 1° settembre il 71,9% della popolazione (n. 42.609.377) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+841.834 rispetto alla settimana precedente) e il 63,9% (n. 37.882.252) ha completato il ciclo vaccinale (+1.195.342) (figura 9). In aumento nell’ultima settimana il numero di somministrazioni (n. 1.832.949), con una media mobile a 7 giorni che, dopo il crollo da oltre 592 mila del 28 luglio a circa 199 mila del 20 agosto, ha ripreso a salire raggiungendo quota 270 mila il 31 agosto (figura 11).

LA CAMPAGNA DI IMMUNIZZAZIONE

“Nonostante la ripresa del ritmo delle somministrazioni – commenta Cartabellotta – il numero di prime dosi sul totale si attesta intorno al 40%”. Per questo è “impossibile stimare se e in che misura questo numero sia destinato a salire vista l’indisponibilità di dati pubblici sulle prenotazioni contrariamente a quanto previsto dalla normativa”. Per quanto riguarda la copertura degli over 50, l’87,8% della popolazione ha ricevuto almeno la prima dose, con un incremento settimanale nazionale irrisorio (+0,7%). Restano, però, nette le differenze regionali: dal 92,4% della Puglia al 81,4% della Sicilia.

Complessivamente sono 4,4 milioni gli over 50 parzialmente o totalmente privi di copertura vaccinale. Di questi 3,34 milioni (12,2%) non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose. Si segnalano in tal senso rilevanti differenze regionali: dal 18,6% della Sicilia al 7,6% della Puglia. A fronte di un sostanziale appiattimento dei trend di vaccinazione in queste fasce d’età, salgono tutte le curve degli under 50. In particolare s’impenna la fascia 12-19 e quella 20-29 supera le percentuali di copertura delle fasce anagrafiche 30-39 e 40-49.

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EFFICACIA DEI VACCINI

“Considerato che la ‘scadenza’ del Green Pass per i vaccinati ha innescato il dibattito sulla terza dose – commenta Cartabellotta – la Fondazione ha analizzato l’efficacia e la durata della copertura vaccinale”. L’efficacia da aprile ad oggi è al 94% nel ridurre decessi e forme severe di malattia. Per quanto riguarda le diagnosi di SARS-CoV-2, l’efficacia si riduce dall’88,5% (periodo 4 aprile-11 luglio) al 79,7% (periodo 4 aprile- 22 agosto). In altri termini si rileva una progressiva riduzione dell’efficacia delle coperture vaccinali nei confronti di infezioni asintomatiche e forme lievi di malattia che non necessitano di ricovero.

Tale “riduzione, tuttavia, risulta inversamente proporzionale all’età. Al 22 agosto l’efficacia è del 67,4% nella fascia 12-39 anni e del 77,1%, in quella 40-59 anni”. Per entrambi al 4 luglio i valori erano rispettivamente 79,8% e 80,8%. Visto che negli over 60 l’efficacia sulla diagnosi si mantiene superiore all’85% è verosimile che tra i più giovani abbiano influito altri fattori. In particolare che “durante l’estate la maggiore occasione di contatti sociali”. Come anche “una minore attenzione ai comportamenti individuali, che restano fondamentali per prevenire il contagio”.

DATI DA NON SOTTOVALUTARE

Nonostante “un aumento di ospedalizzazioni, ricoveri in terapia intensiva e decessi sia nei vaccinati che nei non vaccinati, rispetto alla precedente rilevazione”, il rapporto fra i due gruppi è stabile. Rispettivamente il rischio è dell’85,3%, 89,3% e 78,9% in chi non ha ricevuto nemmeno una dose.

Infine, il numero di operatori sanitari positivi, dopo un netto calo dall’inizio della campagna vaccinale, a luglio e agosto fa registrare una lieve risalita. Tuttavia è presto per affermare se il fenomeno sia attribuibile ad una perdita di efficacia della copertura vaccinale o rifletta l’aumentata della circolazione virale.

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