Gasparri contro Zerocalcare: ma l’ispezione che chiede sulla società di produzione porta a casa… Craxi

Gasparri invoca verifiche sulla società di produzione di Zerocalcare. Controllata dal gruppo di cui è Ceo il marito di Craxi, neo capogruppo di FI al suo posto

Gasparri contro Zerocalcare: ma l’ispezione che chiede sulla società di produzione porta a casa… Craxi

Maurizio Gasparri (FI) si è scoperto paladino degli sfruttati. I 6 euro l’ora che alcuni animatori di «Due Spicci», la nuova serie di Zerocalcare su Netflix, avrebbero denunciato – secondo un articolo di stampa – di aver percepito lo hanno scosso al punto da depositare, qualche giorno fa, un’interrogazione per chiedere un’ispezione del ministero del Lavoro. Bel gesto. Solo che tirando il filo della produzione si finisce in un posto inaspettato.

La serie la anima DogHead Animation, nata nel 2018 e controllata da Movimenti Production, a sua volta controllata da Banijay Kids & Family (holding) che ne detiene il 51% delle quote. Il Ceo di Banijay è Marco Bassetti. E Bassetti è il marito di Stefania Craxi.

Craxi, Forza Italia. La stessa Forza Italia di Gasparri. Anzi: dal 26 marzo 2026, dopo che 14 senatori azzurri su 20 hanno firmato per sfiduciarlo, lui si è fatto da parte e lei ha preso il suo posto come capogruppo al Senato, con la regia di Marina Berlusconi che voleva il ricambio dopo il referendum perso sulla giustizia. Gasparri, da parte sua, ha ottenuto come compensazione la poltrona che era di Craxi alla Commissione Esteri, dove è approdato il 31 marzo con 18 voti su 20. Insomma, è stato rimpiazzato dalla moglie del Ceo che controlla la società contro cui lui oggi tuona.

Delle due l’una. O Gasparri ne era all’oscuro, ignorando dove avrebbe puntato la sua interrogazione. O lo sapeva, e allora chapeau: colpisci Zerocalcare, l’autore “di sinistra” che fa la morale sul precariato, e allo stesso tempo rifili uno sgambetto pure a chi ti ha tolto il posto. Due piccioni, una fava, zero impronte.

Le società intanto respingono tutto, parlano di attacco “inaccettabile” e di ricostruzioni “diffamatorie”; Zerocalcare, dal canto suo, dice di non occuparsi di budget né di contratti. Tutto da accertare, ovviamente. Resta l’ispezione invocata da un signore del partito che ha appena promosso a capogruppo la moglie del Ceo della società da ispezionare. La nuova serie è solo agli inizi. Mettetevi comodi.