Ghiaccio sottile

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Per definire plasticamente l’ingovernabilità, Saramago ipotizzò una reazione collettiva esplosa in urne elettorali piene di schede bianche (Saggio sulla lucidità, Einaudi 2004). Non scelse un’astensione di massa o cumuli di schede nulle, ma bianche. Intatte, ordinatamente ripiegate e lasciate cadere nelle urne.

Lo scrittore portoghese non scelse neanche un pareggio sghembo, come quello che è venuto fuori, qui da noi, dalle ultime elezioni politiche. Eppure il risultato, quello dell’ingovernabilità, è il medesimo. E non manca il paradosso che vuole tante persone che si recano ai seggi (neanche tantissme, in verità) e non riescono a darsi un governo.

Un impopolarissimo tecnicismo elettorale, così, ha sbiancato tutte le schede sulle quali gli italiani hanno espresso il loro consenso, quasi le matite fossero state respinte dalla carta. Da qui al voto bianco di massa il passo è breve, tanto breve quanto è il passo per ogni totalitarismo: perché bianche sono anche le schede che recano tutte lo stesso voto. E’ ghiaccio sottile, e quando i Pink Floyd lo hanno immaginato rotto, lo hanno fatto col “muto rimprovero di milioni di occhi macchiati di lacrime”. Dovremmo stare attenti.

@coconardi