Il rebus di Termini Imerese

di Stefano De Agostiniย perย Il Fatto Quotidiano

Di entusiasmo ce nโ€™รจ poco, ci auguriamo che si possa aprire una stagione nuovaโ€.ย Roberto Mastrosimone, sindacalistaย Fiom Cgil, sintetizza cosรฌ lo stato dโ€™animo dei lavoratori diย Termini Imereseย di fronte allโ€™ultima proposta per rilanciare lo stabilimento siciliano dellaย Fiatย che ha fermato lโ€™attivitร  alla fine del 2011. Del resto dopo tre anni di promesse, bluff e teatrini vari sulla sorte dellโ€™impianto del Lingotto, la prudenza รจ dโ€™obbligo. Gli ultimi aspiranti cavalieri bianchi, candidati a dare nuova linfa allโ€™area, si chiamanoย Mossiย eย Ghisolfiย eย Grifa,ย Gruppo italiano fabbrica automobili. Questโ€™ultima azienda ha appena presentato il suoย progetto in un incontro alย ministero dello Sviluppo Economico: produrreย auto ibrideย edย elettriche, 35mila vetture allโ€™anno, con un riassorbimento di almenoย 400 persone. I dettagli del piano, tuttavia, saranno presentati lโ€™8 luglio, sempre al ministero. โ€œI dirigenti di Grifa ci hanno annunciato che porteranno il capitale da 25 a 100 milioni di euro โ€“ aggiunge Mastrosimone โ€“ Eโ€™ un buon segnale, ma serve anche la collaborazione di Fiat e delle istituzioniโ€. Giร , perchรฉ le casse pubbliche si sono impegnate da tempo a fare la propria parte nellโ€™operazione: tra ministero dello Sviluppo economico eย Regione Sicilia, sono in ballo finanziamenti fino a un massimo diย 750 milioni euro. Una torta che, ad oggi, ha ingolosito non pochi pretendenti, che poi si sono rivelati sistematicamente unย bluff. Un motivo in piรน per tenere alta lโ€™attenzione sugli attuali candidati al rilancio dellโ€™area.

Le offerte sul tavolo –ย Partiamo da Grifa, lโ€™ultima arrivata, pronta a produrreย vetture ibride. Secondo fonti del ministero, la societร , costituita appena due mesi fa, conta di assumere 400 persone. Il controllo di Grifa รจ in mano aย Energy Crotone 1, unโ€™azienda che, a dispetto del nome, ha sede a Bolzano e si occupa diย energia eolica: tuttavia, nellโ€™ultimo bilancio consultabile, che risale al 2007, si legge che โ€œla societร  non ha ancora svoltoย alcuna attivitร  operativaย in quanto a tuttโ€™oggi ancora in attesa delle necessarie autorizzazioni per lโ€™avvio della realizzazione degliimpianti eoliciโ€œ. A sua volta, Energy Crotone 1 รจ posseduta dalla societร  immobiliare Professional asset management diย Raffaele Cirillo, imprenditore pugliese che nella vita si รจ occupato piรน dimattoniย che di macchine ibride: il suo nome รจ legato, nel presente e nel recente passato, al settore della mediazione immobiliare, a societร  diย amministrazione di condomini, a studi di architettura e ingegneria.

Nel futuro di Termini, perรฒ, non si intravedono solo auto, ma ancheย carburantiย di seconda generazione. Candidata a produrli รจ la Mossi e Ghisolfi, multinazionale attiva nel settore dellachimicaย e con sede aย Tortona, in Piemonte, ma con filiali anche inย Brasileย eย Messico. Il tallone dโ€™Achille dellโ€™azienda sono gli ultimi bilanci diย M&G Finanziaria, la holding del gruppo che gestisce le partecipazioni in societร  industriali del settore chimico: in perdita nel 2011 (26 milioni di euro) e nel 2012 (870mila euro). Lโ€™attivitร  principale del gruppo รจ la produzione di Pet, cioรจ laย plasticaย di cui sono fatte le bottiglie e molti altri contenitori: lโ€™azienda si vanta di essere il terzo produttore mondiale nel settore. Lโ€™altro ambito in cui opera Mossi e Ghisolfi รจ quello dei prodotti chimici derivati daย biomasse, unโ€™attivitร  giร  praticata nella raffineria di bioetanolo a Crescentino, in provincia di Vicenza, e che lโ€™azienda vorrebbe esportare a Termini. Stando a quanto dichiarato a Italpress dallโ€™assessore siciliano alle Attivitร  Produttiveย Linda Vancheri, la societร  รจ pronta a mettere sul piatto 200-250 milioni di euro e, secondo fonti sindacali, ad assumere circa 200 persone.

Oltre a queste aziende, si รจ fatta avanti anche una terza impresa, ancora senza un nome, la quale, secondo una nota del ministero dello Sviluppo, โ€œha presentato un progetto per la realizzazione di componenti ad elevato contenuto tecnologico destinati alla realizzazione di apparecchiature per lโ€™accumulo di energiaโ€. Secondo i sindacati, questa societร  intende dare lavoro a unย centinaio di dipendenti.

La partita dei finanziamenti pubblici –ย Sciolto, almeno in parte, il nodo dei soggetti imprenditoriali pronti a fare ripartire Termini, ora resta da capire come e in che misura beneficeranno diย aiuti pubblici. A questo proposito, nel febbraio del 2011 era stato firmato unย accordo di programmache rimane il testo di riferimento sul tema: nel verbale di un incontro al ministero, datato 14 aprile 2014, si legge che โ€œรจ stato confermato lโ€™impegno finanziario complessivoโ€ giร  indicato nel documento, anche se dallo stesso ministero fanno sapere che โ€œรจ in corso unaย nuova definizioneโ€ dellโ€™intesa. Anche perchรฉ, รจ bene ricordarlo, i finanziamenti pubblici sono calcolati in base al piano industriale presentato dalle aziende.

In attesa di dati ufficiali, รจ utile rispolverare quellโ€™accordo di programma per capire quanto le istituzioni siano pronte a spendere per rilanciare Termini Imerese. La Regione Sicilia si impegnava a โ€œconcorrere allโ€™iniziativa per un importo non superiore a 350 milioni di euroโ€. Nel dettaglio, 150 milioni erano destinati alleย infrastrutture, mentre 200 milioni dovevano cofinanziare i cosiddetti โ€œcontratti di sviluppoโ€œ, cioรจ gli accordi di sostegno ai grandi investimenti industriali da parte dello Stato:ย contributi a fondo perdutoย per i macchinari e per le spese, abbattimento degli interessi, finanziamenti agevolati.

Palermo, inoltre, si diceva pronta a garantire agevolazioni regionali in forma di credito di imposta per iย nuovi investimenti, sgravi contributivi, contributi fissi per lโ€™assunzione di nuovi dipendenti e interventi di formazione. Ma anche Roma si era impegnata a fare la sua parte. In particolare, il ministero dello Sviluppo Economico si diceva disponibile a ricorrere a un fondo dedicato alle โ€œmisure per fronteggiare le situazioni di crisi, tra cui quelle degli stabilimentiย Fiat di Pomigliano dโ€™Arcoย e di Termini Imereseโ€, pari a 300 milioni di euro, e a โ€œulteriori risorse (โ€ฆ) in una misura attualmente pari a 100 milioni di euroโ€. Insomma, in attesa di conoscere i dettagli delle proposte da parte delle aziende, le casse pubbliche, stando allโ€™ultimo accordo di programma, sono pronte a contribuire fino a un massimo di 750 milioni di euro.

La lunga serie di bluff, tra fallimenti e guai giudiziari –ย E se i finanziamenti pubblici sono ancora da definire, di certo rimane loย scetticismoย dei lavoratori. โ€œFinchรฉ non vedremo aperti i cancelli dello stabilimento e i macchinari in funzione, non possiamo stare tranquilliโ€, รจ il commento diMastrosimone. In effetti, negli ultimi anni gli oltre 1100 dipendenti in cassa integrazione (700 Fiat, 400 dellโ€™indotto) hanno visto passare troppi aspiranti cavalieri bianchi per potersi ancora illudere. Lโ€™ultimo รจ stato il bluff dellaย Dr Motorย diย Massimo Di Risio, la societร  molisana che voleva investire 150 milioni mentre non pagava gliย stipendiย ai propri dipendenti. Prima ancora era stata la volta di โ€œSunny car in a sunny regionโ€, il piano in formato slogan dellaย Cape Revย diย Simone Cimino, intenzionata a fabbricare auto elettriche: un progetto andato alla deriva, anche in seguito ai guai giudiziari dello stesso promotore.

Il fondatore Cimino, infatti, รจ sotto processo a Milano perย aggiotaggioย e la stessa procura lombarda ha aperto un fascicolo a carico di ignoti per accertare eventuali reati di natura fallimentare nel concordato preventivo di Cape Live, altra creatura del finanziere agrigentino. I problemi con la giustizia non hanno risparmiato neanche i vertici dellโ€™aziendaย Fratelli Ciccolella, attiva nel settore floro-vivaistico e anchโ€™essa interessata a investire su Termini: il presidente e amministratore delegato Corrado Ciccolella รจ stato indagato perย truffaย eย bancarotta fraudolenta, anche se in relazione a unโ€™altra azienda. Eโ€™ stata invece laย sentenza di fallimento, nel 2012, a porre fine alle ambizioni ย su Termini Imerese da parteย della casa automobilistica De Tomaso dellโ€™ex presidente di Telecomย Gianmario Rossignolo,ย anche lui travolto dai guai giudiziari e ambiziosi progetti di resurrezione di stabilimenti mai realizzati.