Italia a rischio alluvione. Due milioni di italiani in pericolo ogni giorno. E gli acquedotti sono dei colabrodo

dalla Redazione
Cronaca

Nel 2016, nelle città italiane, la qualità dell’aria è migliorata. E in quelle che si affacciano sul mare si può fare il bagno quasi dappertutto. Però aumentano i ripetitori di cellulari e tv, e sono questi ultimi i più inquinanti. Due milioni di italiani che vivono in città sono a rischio alluvioni. Il trasporto pubblico cresce solo leggermente, il numero di auto resta costante e Napoli detiene il primato dei veicoli più inquinanti. Calano gli incidenti stradali ma aumentano quelli mortali.

Il quadro della vivibilità delle città italiane è tracciato nel dodicesimo Rapporto sull’ambiente urbano, presentato dall’Ispra, l’istituto di ricerca del Ministero dell’Ambiente, e dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente. Lo studio prende in considerazione 116 aree urbane. Per quanto riguarda la qualità dell’aria, al 13 dicembre 2016 almeno 18 capoluoghi di provincia hanno già superato il limite giornaliero per le polveri sottili PM10. Frosinone, Venezia e le altre città della pianura padana sono state le peggiori insieme a Napoli e Terni.

Non solo. Gli acquedotti dei nostri centri urbani si confermano dei colabrodo, con il 35,4% dell’acqua dispersa. I pesticidi contaminano le acque superficiali di 18 città su 79 rilevate (16,2%) e quelle sotterranee di 9. Gli italiani si possono consolare andando al mare, visto che si può fare il bagno nella quasi totalità delle coste dei 9 capoluoghi che si affacciano sul Mediterraneo. Il rapporto registra poi una lieve ripresa dell’utilizzo del trasporto pubblico locale: l’incremento si concentra nei grandi comuni e in particolare a Napoli, Torino, Venezia, Bologna e Palermo. Si rimane però distanti dai valori del periodo 2008-2011 (circa l’8% in meno). Il numero di auto private rimane stabile: a Napoli si trova la quota più alta di auto private Euro 0 (28,9%), quelle più inquinanti. Nel 2016 calano le auto elettriche rispetto al primo semestre 2015 (-34%), mentre crescono quelle ibride, di oltre il 50%. Roma si rivela capitale anche dell’ibrido, con 1.535 nuove auto iscritte nel primo semestre 2016, su 5.564 in tutta Italia. Infine, diminuiscono gli incidenti stradali e il numero dei feriti, ma aumenta quello dei morti.