Colpo di scena sulla legge elettorale. Dopo settimane di litigi interni alla maggioranza, Forza Italia e Lega si piegano alla proposta di Fratelli d’Italia per re-inserire le preferenze. Il compromesso proposto dal partito di Giorgia Meloni insieme a Noi Moderati e Udc ha convinto gli alleati di governo, con l’introduzione di preferenze parziali e i capilista che restano invece bloccati.
La svolta è arrivata in mattinata durante l’assemblea del gruppo di Forza Italia: il capogruppo alla Camera, Enrico Costa, ha annunciato il cambio di parere sull’emendamento che reintroduce le preferenze. Il sistema quasi bloccato viene ritenuto un compromesso soddisfacente, con i capilista indicati dalle segreterie di partito e le preferenze per gli altri candidati. Poco dopo si è accodata anche la Lega: nella riunione del gruppo, il Carroccio ha rivalutato il “sistema misto” che “garantisce la governabilità e la possibilità di dare voce ai territori per la scelta dei propri rappresentanti”. Quindi ha invitato i deputati al voto favorevole all’emendamento.
Legge elettorale, Vannacci si accoda sulle preferenze e si apre il nodo parità di genere
Anche Futuro Nazionale voterà a favore dell’emendamento sulle preferenze, nonostante le critiche di Roberto Vannacci che parla di “politica dell’inciucio”. Vannacci ribadisce che vorrebbe che tutti i parlamentari fossero eletti attraverso le preferenze, ma sostiene comunque che il suo partito voterà a favore “perché è meno peggio”. Futuro Nazionale manterrà comunque il suo emendamento per introdurre le preferenze pure, sfidando su questo terreno la maggioranza.
Intanto l’emendamento alla legge elettorale apre la questione della parità di genere. Ad ammetterlo è anche il leader di Forza Italia, Antonio Tajani, sostenendo che “c’è un problema che riguarda le donne, ma io ho garantito comunque che le donne avranno ampia rappresentanza nelle liste”. Insomma, come ammette anche Tajani, questo sistema non garantirà la parità di genere.
L’opposizione punta sul voto segreto e cerca l’incidente in maggioranza
Uno dei temi su cui le opposizioni incalzano la maggioranza. Intanto proprio le opposizioni annunciano la richiesta del voto segreto su tutti gli emendamenti della riforma, incluso quello sulle preferenze. L’obiettivo è cercare l’incidente in aula che possa destabilizzare la maggioranza e mettere in discussione la riforma. I 5 Stelle assicurano che non voteranno l’emendamento, perché si tratta di “preferenze finte”, come sottolinea Alfonso Colucci.