L’estate è ancora lontana. Ma gli immigrati sono già partiti in massa. E gli appelli internazionali restano inascoltati

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L’estate è ancora lontana ma i primi barconi della speranza sono già partiti. E se si andrà avanti con il ritmo di questi giorni la prossima sarà la stagione del più grande esodo di disperati dalle coste africane verso l’Italia. Ci salverà Triton, il piano dell’Unione europea con quattro soldi e altrettanti mezzi? No, non ci salverà, e non salverà neppure questi profughi per i quali si inizia già la conta delle vittime. Solo dal 10 al 12 aprile sono quasi seimila i migranti soccorsi in mare e purtroppo ci sono anche nove morti.
Oltre 22 i gommoni e i barconi sul punto di naufragare. Uno si è rovesciato a un’ottantina di miglia dalla costa libica e all’arrivo della guardia costiera i 9 cadaveri erano al largo. Messe in salvo 144 persone.

SE NON CI FOSSE L’ITALIA
Cosa è cambiato rispetto al passato, quando era solo l’Italia con Mare Nostrum a salvare questi disperati? Poco. Alle operazioni di soccorso questi giorni hanno partecipato quattro navi e un aereo della Guardia costiera, nove mercantili, una nave della Marina Militare e un pattugliatore islandese e due motovedette che Guardia Costiera che partecipano all’operazione Triton. Il risultato però è sempre lo stesso: le segnalazioni delle carrette del mare continuano ad aumentare e ieri erano almeno dieci le unità fatiscenti cariche di migranti dirette dalla Libia verso l’Italia. Il copione perciò resta il solito. Il Viminale ha allertato tutti i prefetti delle zone interessate a individuare strutture di accoglienza sui loro territori per far fronte ai nuovi arrivi. Se questo è l’aiuto che l’Europa ci può dare, facciamo meglio senza. Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) dall’inizio dell’anno sono già 15mila gli immigrati messi in salvo. E il Direttore generale della stessa organizzazione, William Swing, ieri ha ammesso che il lavoro delle forze marittime italiane nel salvataggio in mare di migliaia di immigrati è eroico. I migranti soccorsi nel fine settimana sono in maggioranza africani subsahariani, eritrei, siriani, somali ed etiopi provenienti dalla Libia. Per Swing è “chiaro che i flussi migratori dalla Libia continueranno.

I SOLITI ANNUNCI
Dopo la strage arriva subito il solito appello internazionale: bisogna rafforzare il soccorso in mare. A lanciarlo questa volta è l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) che ha espresso dolore per l’ennesima tragedia nel Mediterraneo che ha causato la morte di almeno 9 persone, un numero ancora provvisorio e che potrebbe salire ulteriormente. L’Unhcr ha rinnovato l’appello affinché il soccorso in mare venga rafforzato e diventi di gestione europea. Parole al vento.