Manovra, doccia fredda per il governo: le banche escludono un nuovo contributo

Le banche escludono un nuovo contributo volontario alla Manovra e la strada per il governo è sempre più in salita.

Manovra, doccia fredda per il governo: le banche escludono un nuovo contributo

La Manovra parte in salita. Non solo per le esigenze di bilancio, non solo per l’inflazione e il caro energia da contrastare, non solo per la necessità di investire nell’ultima legge di Bilancio prima del voto, ma anche perché l’idea di un nuovo contributo delle banche per finanziare altre misure appare sempre più complicata.

A gelare il governo è stato il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, spiegando che le banche non potranno offrire un nuovo contributo volontario per la Manovra. Parole che chiudono all’ipotesi del solito contributo chiesto alle banche soprattutto dal vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini. E che vanno di pari passo con la difficoltà nel chiedere un sacrificio alle società energetiche. L’ipotesi di una tassa sugli extraprofitti, infatti, è stata accantonata dopo il passo in avanti di Eni (seguita da altre società) che ha ridotto volontariamente i prezzi del carburante. Dopo questa mossa, pensare anche a una tassa sembra decisamente improbabile.

Manovra, le banche escludono un nuovo contributo volontario

Patuelli, a margine della Giornata del Credito, ricorda che lo scorso anno è stato siglato un accordo con il governo, dopo un lungo negoziato, proprio in vista della Manovra. Quell’intesa vale circa 10 miliardi tra maggiore tassazione e anticipazioni e, soprattutto, vale tre anni. Il che vuol dire che un nuovo contributo difficilmente potrà essere accettato dagli istituti.

Quando si chiede a Patuelli se è possibile un nuovo contributo volontario, la risposta è chiara: “No, c’è già un accordo triennale e gli accordi si mantengono”. Il presidente dell’Abi aggiunge: “Le banche lavorano sulla base di contratti, tutta l’attività bancaria è basata sui contratti e, di conseguenza, se sono sempre validi i contratti con i privati, a maggior ragione è valido un contratto con il pubblico”.

Sulla Manovra torna anche il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti: “Ci sono delle urgenze che sono connesse anche alla legge di Bilancio, alla definizione dei numeri che settimana prossima dovremo presentare e provare come governo”, afferma spiegando che sono “ore e giornate frenetiche”.