“Il governo sta anche nascondendo i pareri negativi dell’Avvocatura dello Stato?”. A porre la domanda è il vicepresidente M5s e componente della Commissione d’inchiesta sul Covid, Michele Gubitosa, che ieri ha attaccato l’esecutivo, dopo le rivelazioni sulla transazione da 100 milioni con cui l’esecutivo Meloni ha chiuso la causa con la JC Electronics di Dario Bianchi.
“Se venissero confermate, le notizie pubblicate oggi (ieri, ndr) sarebbero di una gravità inaudita”, scrive Gubitosa in una nota. E pone una domanda precisa: “Uno di questi pareri non risulta agli atti della Commissione, perché?”. Il riferimento è a quanto scritto ieri da Repubblica, che ha reso pubblici due pareri finora inediti dell’Avvocatura dello Stato, contrari all’accordo con la società.
La JC Electronics, che durante la pandemia aveva un contratto per fornire mascherine, aveva fatto causa allo Stato. In primo grado aveva vinto: oltre 203 milioni più gli interessi. Nel parere del 24 novembre 2024 i legali pubblici giudicavano però quella sentenza “gravemente erronea” e indicavano “i presupposti per proporre appello”. Il 27 luglio 2025 un secondo parere bocciava la trattativa economica, definita “erronea sotto plurimi profili”. Il 31 ottobre 2025 l’accordo era firmato: 100,2 milioni. Circa la metà della condanna, ma più di quanto l’Avvocatura riteneva giustificato.
Dopo la transazione, Bianchi ospite fisso di FdI
E, subito dopo la transazione, il presidente della JC Electronics è diventato il grande accusatore del’ex premier, Giuseppe Conte, in sede di commissione d’inchiesta covid… Per Gubitosa è la conferma di quello che i 5 Stelle sostengono da mesi. “C’erano le basi per ribaltare il pronunciamento di primo grado e far risparmiare agli italiani oltre 200 milioni di euro”, attacca. Invece, accusa, il governo ha dato oltre 100 milioni “a un’azienda che in passato aveva finanziato Fratelli d’Italia”.
Secondo Gubitosa il suo amministratore “è ospite fisso degli eventi del partito della premier” e “guarda caso è il principale accusatore di Conte nella Commissione d’inchiesta sul Covid”.
Le carte, finora, erano rimaste segrete. Il senatore del Pd Francesco Boccia aveva chiesto il testo della transazione e gli atti preparatori. Il ministero della Salute gli aveva opposto la “riservatezza delle trattative”. Il presidente della Commissione Covid, il senatore di FdI Marco Lisei, aveva invece sostenuto che la Commissione non fosse competente, perché il 2025 è fuori dal periodo dell’emergenza.
L’esposto di Conte
Su quella transazione indaga la Procura di Roma, dopo l’esposto di Conte. L’ex premier ha consegnato ai pm anche un documento anonimo che mette in dubbio la capacità filtrante di circa 7,9 milioni di mascherine. La JC Electronics respinge le accuse e ricorda le verifiche di conformità già superate.
Bianchi sostiene di aver incassato solo 23 milioni, perché prima dell’accordo aveva ceduto parte dei crediti ad altri soggetti finanziari. “Hanno ripetuto per anni che avrebbero fatto uscire tutta la verità sul Covid”, chiude Gubitosa, “ma in realtà sembra vogliano nasconderla”.