Mattarella mette in riga Nordio: “Spetta a me concedere la grazia”

Nuovo richiamo istituzionale del presidente della Repubblica al governo Meloni. Mattarella a Nordio: concedere la grazia spetta a me

Mattarella mette in riga Nordio: “Spetta a me concedere la grazia”

Nuovo richiamo istituzionale del presidente della Repubblica Sergio Mattarella al governo Meloni. Il Colle rimette in riga il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Il caso è quello di Mario Roggero, il gioielliere condannato mercoledì in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per avere ucciso due ladri e ferito un terzo durante una rapina nel suo negozio a Grinzane Cavour. I capigruppo alla Camera e Senato di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi moderati, Civici d’Italia, Udc, Maie-Centro Popolare hanno avviato la raccolta firme di tutti i parlamentari dei propri gruppi, e di tutti coloro che vorranno sottoscrivere, per richiedere al ministero di Giustizia la grazia a Roggero. Particolarmente pressante La Lega.

Mattarella mette in riga Nordio: “Spetta a me concedere la grazia”

Matteo Salvini ha detto che oltre alla grazia che il centrodestra sta cercando di istruire, assicura di essere “personalmente” e “come Lega”, “a disposizione in qualsiasi modo per aiutare Roggero e la sua famiglia” non “escludendo nulla a priori”. Nemmeno una candidatura. Dietro questo pressing, Nordio ha fatto sapere di aver avviato l’istruttoria finalizzata alla concessione della Grazia. In un comunicato, poco dopo, il Quirinale ha informato che Mattarella ha ricevuto nel pomeriggio Nordio, “per puntualizzare i limiti delle attribuzioni del ministro in tema di concessione della grazia, facoltà che la Costituzione riserva esclusivamente al Presidente della Repubblica come confermato dalla Corte Costituzionale con la sentenza 200 del 2006”.

Il parere dell’esperto

Ma Nordio poteva avviare l’istruttoria? È stato questo il suo errore? Abbiamo rivolto la domanda a Massimo Villone, professore emerito di Diritto costituzionale nell’Università “Federico II” di Napoli. “No, non credo che possa essere un errore perché c’è una parte istruttoria che è affidata al ministro”.

Ma allora perché Mattarella ha fatto questa puntualizzazione secondo lei? “Perché probabilmente non ritiene che ci possa essere una forzatura politica in questa vicenda, come mi sembra ovvio del resto. Quindi questo, quando arrivasse la proposta al Quirinale, potrebbe essere una difficoltà se ci fosse una palese curvatura politica che nella specie non dovrebbe esserci. Questo è un provvedimento di grazia, quindi ha a che fare con valori che non dovrebbero interferire in alcun modo con la vicenda politica in senso proprio. Invece basta vedere quello che è successo anche in Parlamento: questa è stata una presa di posizione soprattutto dei leghisti”.

Quindi il problema non è che Nordio abbia avviato l’istruttoria, ma questa forzatura politica? “Io penso che il problema sia il clima che si è creato attorno a questa istruttoria, un clima che sottolinea l’inquinamento di quello che dovrebbe essere una procedura che nulla ha a che fare con la politica”.