Spese a tutto Campo Dall’Orto in casa Rai. Bandi da 18 milioni tra internet, sondaggi e scalette Tv

di Carmine Gazzanni
Tv e Media

Mentre a Viale Mazzini tiene banco la lunga quaestio delle nomine dei nuovi direttore dei telegiornali con gli ingressi di Ida Colucci al Tg2 al posto di Marcello Masi e Luca Mazzà al posto di Bianca Berlinuger al Tg3 (mentre Mario Orfeo al Tg1 è stato riconfermato), sottobanco – o, meglio, nel silenzio generale e lontano dalla luce dei riflettori – l’azienda pubblica guidata da Antonio Campo Dall’Orto ha pensato bene, per chiudere col sorriso prima di andare in ferie, di indire una serie di bandi di modo da partire, a settembre, più carichi che mai.

MONITORAGGI E SCALETTE D’ORO – La Notizia, d’altronde, ha già rivelato come la Rai avesse pubblicato un curioso bando di gara per l’affidamento del servizio di monitoraggio del gradimento dell’offerta televisiva, radiofonica, online e cinematografica. Un monitoraggio, dunque, a tutto tondo per cui si prevede una spesa di 1 milione 980 mila euro. Si vede, però, che i sondaggi per monitorare il gradimento dei programmi radio, tv e dei film prodotti da Rai Cinema, non bastano. Quel che si vuole, in altre parole, è un controllo a tutto tondo, totale. E allora ecco, pochi giorni fa, che l’azienda del servizio radiotelevisivo ha pubblicato un altro interessante bando, per il quale si prevedono altri due milioni circa di spesa. Per l’esattezza, parliamo di un milione 760mila euro. Ma a questo punto andiamo a vedere per cosa verranno sborsati. Citando direttamente la documentazione allegata al bando e visionata da La Notizia, parliamo della “Rilevazione puntuale dei contenuti dei programmi televisivi ai fini di analisi di prodotto”. Ergo, come dice lo stesso capitolato tecnico, parliamo della stesura di quelle che, più comunemente, vengono chiamate “scalette”. Né più, né meno.

Ma c’è di più. Già, perché – si legge sempre nella documentazione – non sarà un gioco da ragazzi realizzare le scalette, dato che “l’impresa deve dotarsi di strumenti, apparati, mezzi e risorse al fine di realizzare” il servizio richiesto “a perfetta regola d’arte”. Così è scritto nella documentazione ufficiale. Nello specifico, i Fornitore dovrà rilevare i contenuti delle produzioni televisive ed elaborare le “scalette” dei programmi trasmessi su Rai 1, Rai 2, Rai 3 e confrontarli con quelli di Canale 5, Italia 1, Rete 4 e La7. Come? Gli esempi, ancora dalla documentazione, abbondano, tra schede sintetiche e complete. Leggere per credere:

Rai

RaiCARO NETWORKING – Ma non finisce qui. Perché il 3 agosto è stato pubblicato un altro bando, avente per oggetto un “Accordo Quadro per la fornitura di apparati di networking in tecnologia Cisco”. Parliamo, cioè, di una delle aziende leader nella fornitura di apparati di networking, specializzata soprattutto nelle reti Lan, Man, Wan e Vlan e il sistema operativo Ios. In pratica, tutto ciò che oggi intendiamo per connessione internet. Dai router alle fibre ai modem. E non è certo poca roba, considerando che dovranno essere rifornite le varie sedi dei telegiornali, più i centri Rai di Roma, Milano, Torino e Napol. E infatti la spesa è consistente. Ai 4 milioni di cui già abbiamo parlato, ecco aggiungersi un’altra montagna di soldi: 14 milioni. Mica male. Nel silenzio generale.

Tw: @CarmineGazzanni