Olesya Rostova non è Denise Pipitone. L’annuncio dell’avvocato di Piera Maggio (che poi ci ripensa)

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Olesya Rostova non è Denise Pipitone. L’avvocato di Piera Maggio, Giacomo Frazzitta, conferma a Fanpage.it che Olesya Rostova non è Denise Pipitone, la bambina scomparsa da Mazara Del Vallo il 1° settembre 2004. Registrata martedì 6 aprile 2021 la puntata di Let Them Talk alla quale ha partecipato in collegamento il legale della donna, che durante la registrazione ha dato voce allo sgomento per come questa storia è stata gestita dalla televisione russa. Stasera anche Chi l’ha visto? tornerà sul caso.

Olesya Rostova non è Denise Pipitone. L’annuncio dell’avvocato di Piera Maggio

L’avvocato Frazzitta specifica a Fanpage.it di avere ceduto alla richiesta della produzione di Let Them Talk, lo show russo che sta trattando la storia della giovane Olesya, per poter mettere velocemente un punto alla vicenda. Avviare una rogatoria internazionale, che avrebbe obbligato la produzione di Let Them Talk a condividere in privato l’esito dell’esame del DNA cui si è sottoposta Olesya, avrebbe richiesto almeno quattro mesi, spiega Frazzitta a Fanpage.it. È per evitare che il caso diventasse ancor più mediatico che l’avvocato di Piera Maggio ha accettato di partecipare in collegamento alla registrazione di Let Them Talk di ieri 6 aprile, una puntata che ha chiarito che Olesya non è Denise. Una puntata che farà cessare le speculazioni su questa storia dolorosa.

“Questa mattina sono andato in Procura a Marsala a depositare tutta la a documentazione su Olesya, che mi è arrigata ieri pomeriggio via mail dal suo legale russo, poco prima di registrate la trasmissione. Di più non posso dire”, aveva detto invece stamattina all’Adnkronos l’avvocato Frazzitta. Oggi pomeriggio, alle 18.45, verrà trasmessa dal primo canale della Tv russa il programma in cui si conoscerà l’esito sull’esame del sangue di Olesya Rostova, la ragazza ventenne russa che potrebbe essere la piccola Denise. “Ho preso l’impegno con i legali russi a non rivelare nulla prima di oggi pomeriggio sull’esito degli esami del sangue che potrebbero dimostrare la compatibilità con quelli di Denise”. Poi il legale ha raccontato anche che ieri, nel corso della trasmissione russa, sarebbe apparsa un’altra ragazza presentata come “presunta sorella” di Olesya.

Leggi anche: Denise Pipitone e Olesya Rostova: oggi, 7 aprile, “Lasciali Parlare” su Primo Canale svelerà i risultati del test del gruppo sanguigno

AGGIORNAMENTO 14,41: L’avvocato Frazzitta in una dichiarazione rilasciata alle agenzie di stampa fa una parziale marcia indietro:  “Leggo sui social ricostruzioni fantasiose e mie presunte dichiarazioni. Ribadisco di essermi limitato a trasmettere alla Procura di Marsala l’esito della documentazione scientifica che mi è stata inviata ieri e di non avere fatto alcun anticipazione circa l’esito degli esami sulla ragazza che sarà reso noto nel corso della trasmissione di stasera sulla tv russa”.

La storia di Denise Pipitone e della sua scomparsa

Quella della scomparsa di Denise Pipitone è una storia che comincia il primo settembre del 2004 a Mazara del Vallo, grosso centro in provincia di Trapani. La zia grida: “E’ pronto!”. Denise resta sola in via la Bruna. Mancano pochi minuti a mezzogiorno. Quella è stata l’ultima volta che la piccola è stata vista. Sta guardando attraverso il cancello la casa della zia. Poi, il nulla. Sono trascorsi 17 lunghi anni. Ci sono stati processi, avvistamenti, appelli disperati della madre, Piera Maggio, ma niente. Di Denise Pipitone si sono perse le tracce. Sembra svanita nel nulla. Gli inquirenti iniziano a cercarla, ovunque. O forse no. Mamma Piera più volte lamenta falle nelle ricerche, nelle varie inchieste. Un mese e mezzo dopo la scomparsa arriva una segnalazione. E Mamma Piera spera. Ma sarà solo la prima di una lunga, lunghissima serie di avvistamenti, tutti andati a vuoto.

E’ il 18 ottobre 2004 e a Milano una guardia giurata nota un gruppo di nomadi. Ci sono un uomo, due donne e tre bambini piccoli. Una bimba ha la testa coperta da un cappuccio. Anche se fa caldo. Sembra assomigliare alla piccola Denise. C’è un video che inizia a girare. Si chiama ‘Danas’. Piera crede che sia proprio lei, Denise. Ma nel frattempo i nomadi sono spariti da Milano. Il calvario di Piera è solo all’inizio. Nel frattempo le indagini proseguono e scandagliano la vita privata di Piera Maggio e di tutta la sua famiglia.

Viene così fuori che Denise non è la figlia naturale del marito di Piera Maggio, Toni Pipitone, che lavora in Germania. Ma di Piero Pulizzi, che è il marito di un’amica della sorella di Piera, un uomo sposato che ha avuto una relazione con lei. Da questa relazione sentimentale è nata la piccola Denise. Sui giornali, e anche in città, si scatenano i pettegolezzi. Nel frattempo Piero Pulizzi divorzia dalla moglie, Anna Corona. Le figlie della coppia, Jessica e Alice, odiano Piera Maggio. Perché la ritengono responsabile di quel divorzio. La più grande, Jessica Pulizzi, di 17 anni, finisce sotto la lente degli investigatori.

Il processo a Jessica Pulizzi

A suo carico una intercettazione ambientale, molto discussa, di una conversazione ambientale tra Jessica Pulizzi e la madre Anna Corona, negli uffici della Polizia, dove dovevano essere interrogate. Una frase risentita mille volte, da accusa e difesa. Detta in dialetto. “Io a casa c’a purtai (a casa gliela portai)”, dice Jessica. Per gli investigatori dell’epoca una frase chiave. Così la ragazza viene accusata di sequestro in concorso. Secondo la Procura Jessica avrebbe portato prima Denise a casa del padre e non trovandolo l’avrebbe consegnata ad altre persone.

Che, però, non sono mai state individuate. Intanto, ci sono altre segnalazioni. Come quella della ragazzina che nel 2015 scrive su Facebook proprio a Piera Maggio dicendole di essere sua figlia. Ma è un falso. E la ragazzina viene smascherata dal programma ‘Chi l’ha visto?’ di Federica Sciarelli. Nel frattempo, Jessica finisce sotto processo, con l’ex fidanzatino, Gaspare Galeb, accusato di false dichiarazioni ai pm.

Ma dopo vari processi la ragazza è stata assolta, anche in appello. Il pm nel 2015 ha chiesto la condanna a 15 anni di carcere. Non accolta dalla Corte d’appello. Nel processo d’appello viene poi fuori un’altra intercettazione ambientale, che risale all’11 ottobre 2004, cioè un mese e mezzo dopo la scomparsa della piccola Denise. Un perito in aula, dopo un lavoro di pulitura dei nastri magnetici, ascolta una frase ritenuta interessante.

L’assoluzione

A suo avviso Jessica dice alla sorella minore Alice: ”Quanno eramu ‘ncasa, a mamma l’ha uccisa a Denise (quando eravamo a casa, la mamma ha ucciso Denise ndr). A quel punto la Procura di Marsala apre un altro fascicolo per omicidio e Anna Corona, ex moglie del padre naturale della bambina, diventa la principale indiziata. Ma quella conversazione era ‘sporca’, cioè non si sentiva bene. Dunque non era utilizzabile. E Alice Pulizzi, ascoltata in aula, ha negato anche con forza di avere mai accusato la madre pronunciando una frase del genere. Per la donna è stata poi chiesta l’archiviazione.

Il 19 aprile 2017 arriva la sentenza definitiva per Jessica Pulizzi. Ancora assolta. Il sostituto procuratore generale della Corte di Cassazione Luigi Orsi aveva parlato di ”assenza di indizi e prove certe” nei confronti di Jessica Pulizzi. Secondo il procuratore non c’erano elementi per dimostrare ”che nei 15 minuti indicati come orario del possibile rapimento Jessica lo abbia effettivamente compiuto”. Adesso l’arrivo di Olesya Rostova in tv.

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