Zona rossa e arancione: come cambiano le regole a Pasqua e Pasquetta 2021 e fino al 30 aprile in tutta Italia

italia zona rossa pasqua 2021 cosa si può fare
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Il decreto 31 marzo del governo Draghi approvato ieri sera sarà in vigore dal 7 al 30 aprile, mentre a Pasqua e a Pasquetta 2021 valgono le regole della zona rossa proclamata in tutta Italia dal precedente provvedimento legislativo dell’esecutivo. Come cambiano quindi le regole e le restrizioni da qui fino a maggio?

Zona rossa e arancione: come cambiano le regole a Pasqua e Pasquetta 2021 e fino al 30 aprile in tutta Italia

In estrema sintesi, il decreto 31 marzo sarà in vigore dal 7 al 30 aprile e lascerà l’Italia in zona arancione e rossa, anche se nel testo c’è un passaggio che consente la riapertura di alcune attività dove la curva epidemiologica sarà in discesa. Nel provvedimento non sono indicate date ma è possibile che dopo due settimane, dunque a partire dal 20 aprile, ci sia una rivalutazione delle misure. Soprattutto per quanto riguarda i bar e i ristoranti a pranzo, che invece adesso dovranno rimanere chiusi per l’intera giornata con la possibilità di asporto e consegna a domicilio. Per i bar l’asporto è consentito fino alle 18, per ristoranti, enoteche e vinerie fino alle 22. Le scuole saranno aperte anche in zona rossa fino alla prima media, potranno esserci deroghe soltanto in casi di prevalenza delle varianti che provocano focolai.

Ecco quindi il calendario delle regole da qui fino al 30 aprile. Si parte da oggi, primo aprile, e domani, 2: attualmente in zona arancione ci sono Alto Adige, Liguria, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Basilicata, Sicilia e Sardegna. In zona rossa invece Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Puglia, Campania e Calabria. Nella zona rossa:

  • non si può uscire di casa se non per motivi di lavoro, salute, necessità e urgenza;
  • i negozi sono chiusi tranne quelli di generi alimentari e di prima necessità;
  • la deroga per andare a trovare parenti e amici una sola volta al giorno portandosi dietro figli under 14 ed eventuali disabili, in questi due giorni non vale.

Nella zona arancione:

  • si può uscire di casa e vale la deroga per andare a trovare parenti e amici;
  • i negozi sono aperti tranne bar e ristoranti.

Dal 3 al 5 aprile invece tutta l’Italia sarà in zona rossa ma nel ponte di Pasqua si potrà uscire di casa per andare a trovare parenti e amici, una sola volta al giorno, massimo in due adulti ed  eventuali minori di 14 anni, con obbligo di rientro alle 22.

Pasqua e Pasquetta 2021: cosa fare

Fatta eccezione per le viste a parenti e amici si può uscire di casa solo per comprovati motivi di necessità e urgenza, come lavoro, salute o semplicemente fare la spesa. Si può fare una passeggiata ma nei pressi di casa.  Si può andare nelle seconde case, anche fuori regione, tranne dove sono state vietate: Toscana, Valle d’Aosta, Sardegna, Trentino e Liguria vietano le seconde case a chi viene da fuori regione. Il Piemonte anche ai suoi residenti. La Campania dice no ai residenti, sì invece a chi viene da fuori.

Per uscire di casa servirà l’autocertificazione. Tra i motivi di necessità — è stato chiarito — c’è l’assistenza a un parente malato e non autosufficiente, ma solo per la persona che deve occuparsene. In tutti questi casi sarà comunque necessario munirsi dell’autocertificazione o modulo autodichiarazione scaricabile dal sito del ministero dell’Interno. Nella compilazione è possibile dichiarare che lo spostamento è determinato da:

  •  comprovate esigenze lavorative;
  • motivi di salute;
  • altri motivi ammessi dalle vigenti normative ovvero dai predetti decreti, ordinanze e altri provvedimenti che definiscono le misure di prevenzione della diffusione del contagio; (specificare il motivo che determina lo spostamento.

Proprio quest’ultimo punto è quello da barrare per dichiarare la visita a un parente o a un amico in occasione di Pasqua e Pasquetta 2021. Nel modulo dovranno essere indicati l’indirizzo di partenza e quello di arrivo, senza il nome della persona che si va a visitare.

Le regioni in zona rossa e arancione ad aprile

Dal 6 al 13 aprile si tornerà al regime delle restrizioni della zona rossa e di quella arancione. Ma c’è qualche possibilità che alcune regioni cambino colore, e con esse cambieranno anche le regole per i cittadini. La Stampa oggi scrive che la Campania, in base alle loro proiezioni, da rossa dovrebbe diventare arancione, andando a fare compagnia ad Alto Adige, Liguria, Umbria, Lazio,  Abruzzo, Molise, Basilicata, Sicilia e Sardegna. Resteranno invece ancora rosse Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Trentino, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Calabria e Puglia.

Dal 14 al 20 aprile invece candidate a uscire dalla zona rossa sono il Veneto e la Provincia Autonoma di Trento. Hanno un’incidenza di contagi sotto la soglia di allarme e quindi dal rosso dovrebbero passare in arancione. Hanno possibilità di essere promosse anche Calabria, Toscana e Marche. Resterebbero rosse almeno fino al 20 aprile ancora 7 regioni: Valle d’Aosta, Piemonte,
Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Marche e Puglia. Con il nuovo decreto di Draghi le riaperture (eventuali) verranno decise in base all’andamento della campagna vaccinale e a quello della curva dei contagi.

Cosa cambia dal 7 al 30 aprile: come funziona con l’autocertificazione

Nel decreto legge viene specificato che «in ragione dell’andamento dell’epidemia, nonché dello stato di attuazione del Piano strategico nazionale, con particolare riferimento alle persone anziane e alle persone fragili, con deliberazione del Consiglio dei ministri, sono possibili determinazioni in deroga al primo periodo e possono essere modificate le misure stabilite dal provvedimento». Servirà comunque l’autocertificazione per uscire dalla propria regione.

Il  nuovo decreto del governo conferma che «sull’intero territorio nazionale è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o da situazioni di necessità ovvero  per motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione». al 7 al 30 aprile nelle zone che si trovano in fascia arancione «è consentito, in ambito comunale, lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata, una volta al giorno, in un arco temporale
compreso fra le 5 e le 22, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la responsabilità genitoriale e alle persone con disabilità o non  autosufficienti conviventi».

Le seconde case e la scuola

Le visite «non sono invece consentite nei territori nei quali si  applicano le misure stabilite per la zona rossa». Le scuole tornano in presenza fino alla prima media. In zona rossa gli alunni dalla seconda media in su potranno frequentare solo a distanza. Invece in zona gialla e arancione «il secondo e terzo anno della scuola secondaria di primo grado si svolgono integralmente in presenza e le secondarie di secondo grado garantiscono l’attività in presenza dal 50 al 75%».

Infine, il nuovo decreto conferma la possibilità di rientro nell’abitazione e dunque consente di andare nelle seconde case anche se i trovano in zona rossa. I governatori e i sindaci potranno però emettere ordinanze restrittive. Le regole sulle seconde case: può andare nella seconda casa soltanto il nucleo convivente e soltanto se la casa è disabitata. Non si può andare nella seconda casa con amici e parenti. Può andare nella seconda casa soltanto chi dimostra di averne avuto titolo (quindi ne è proprietario o affittuario da una data antecedente al 14 gennaio 2021).

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

La scelta responsabile di un leader

Bisogna aver bisticciato da piccoli con la matematica e la logica politica per sostenere che Giuseppe Conte abbia rinunciato a candidarsi alla Camera a Roma (leggi l’articolo) per paura di essere battuto da Calenda e Renzi. I due, che insieme non arrivano al 4% nazionale,

Continua »
TV E MEDIA