Via libera della Camera alla risoluzione sul Pnrr. Ma i partiti non toccano palla. Decide Draghi che perรฒ assicura: “Il Parlamento avrร  un ruolo determinante”

Mario Draghi, a pochi giorni dalla data di scadenza del 30 aprile, entro cui il Recovery plan dovrร  essere inviato a Bruxelles, lo illustra alle Camere.

Via libera della Camera alla risoluzione sul Pnrr. Ma i partiti non toccano palla. Decide Draghi che perรฒ assicura: “Il Parlamento avrร  un ruolo determinante”

L’Aula della Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del presidente del Consiglio Mario Draghi in relazione al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) con 442 voti a favore, 19 contrari e 51 astenuti. I deputati di Fdi si sono astenuti, contro cui hanno votato i deputati di AC.

“Le riforme saranno adottate con strumenti legislativi (disegni di legge, leggi delega e decreti legge) – ha garantito il premier nella sua replica alla Camera di questa mattina -, nei cui procedimenti di adozione il Parlamento avrร , com’รจ ovvio, un ruolo determinante nella discussione e nella determinazione del contenuto. Una fruttuosa collaborazione tra il potere legislativo e l’esecutivo รจ cruciale in questa prospettiva”.

I partiti non toccano palla. Decide tutto Supermario.

Dentro il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) โ€œcโ€™รจ anche e soprattutto il destino del Paeseโ€. Draghi, a pochi giorni dalla data di scadenza del 30 aprile, entro cui il Recovery plan dovrร  essere inviato a Bruxelles, lo illustra alle Camere (qui il documento integrale trasmesso). Si parte da Montecitorio. E sprona, citando Alcide De Gasperi, a essere lungimiranti e a cooperare tutti assieme consapevoli che โ€œnel realizzare i progetti, ritardi, inefficienze, miopi visioni di parte anteposte al bene comune peseranno direttamente sulle nostre viteโ€.

Non dimentica di ringraziare nessuno: Parlamento, Regioni, Provincie e Comuni. Sebbene non sia un mistero che i partiti, e gli stessi ministri, abbiano lamentato che del Pnrr siano venuti a conoscenza allโ€™ultimo momento con tempi contingentati per esaminarlo e discuterlo. Tre le prioritร  trasversali: donne, giovani e Sud. Sei le missioni in cui si articola il Piano da 191,5 miliardi di euro di risorse in arrivo dallโ€™Ue a cui il governo ha deciso di affiancare ulteriori 30,6 miliardi per il finanziamento di un Piano nazionale complementare.

Sono stati stanziati, inoltre, entro il 2032, ulteriori 26 miliardi da destinare alla realizzazione di opere specifiche. รˆ poi previsto il reintegro delle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione (15,5mld). โ€œNel complesso โ€“ conclude il premier – potremo disporre di circa 248 miliardi di euroโ€. A tali risorse, si aggiungono poi quelle rese disponibili dal programma React-Eu. Si tratta di altri fondi per ulteriori 13 miliardi. Al Sud andranno il 40% totale delle risorse.

Confermato lโ€™impatto sulla crescita. Nel 2026 il Pil sarร  di circa 3,6 punti percentuali superiore rispetto a uno scenario di riferimento che non tiene conto dellโ€™attuazione del Pnrr. Confermato lโ€™impianto della governance. Lโ€™attuazione delle iniziative e delle riforme, nonchรฉ la gestione delle risorse finanziarie, sono responsabilitร  dei ministeri e le autoritร  locali, โ€œche sono chiamati a uno straordinario impegno in termini di organizzazione, programmazione e gestioneโ€.

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Le funzioni di monitoraggio, controllo e rendicontazione e i contatti con la Commissione Ue, sono affidati al Mef. Infine, รจ prevista una cabina di regia presso la presidenza del Consiglio. Ma non entra nei dettagli Draghi, rinviando la discussione al provvedimento che dovrร  specificare, tra le altre cose, come si articolerร  lโ€™interlocuzione nella cabina di regia istituita a Palazzo Chigi.

Illustra le sei missioni in cui si articola il Pnrr. E allโ€™interno della seconda missione (Rivoluzione verde e transizione ecologica) il premier assume lโ€™impegno su una delle misure bandiera del M5S ma sostenuta anche dagli altri partiti (da Forza Italia al Pd): il superbonus 110%. โ€œLa misura รจ finanziata fino alla fine del 2022, con estensione al giugno 2023 solo per le case popolari (Iacp). Per il futuro, il governo si impegna a inserire nel disegno di Legge di bilancio per il 2022 una proroga dellโ€™ecobonus per il 2023โ€.

Conclude Draghi sulle riforme su cui ha insistito Bruxelles chiedendo un surplus di informazioni. Si parte da quelle cosiddette orizzontali: Giustizia, Pubblica amministrazione. E poi quelle abilitanti (semplificazioni e concorrenza) per lโ€™attuazione del Piano. Poi ci sono le riforme settoriali (per esempio sulle autorizzazioni dei progetti sulle fonti rinnovabili) e quelle di accompagnamento (fisco e ammortizzatori sociali). Draghi annuncia per maggio un decreto che interviene con misure volte a favorire lโ€™attuazione del Pnrr e del Piano complementare. E conclude appellandosi allo spirito repubblicano, convinto che โ€œlโ€™onestร , lโ€™intelligenza, il gusto del futuro prevarranno sulla corruzione, la stupiditร , gli interessi costituitiโ€.

https://youtu.be/Pt46bD2RqU4