Quirinale, Civati (Pd): I traditori potreste chiamarli presto ministri

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“Si parla molto di ‘traditori’, ma state attenti: perché i soliti protagonisti della politica italiana che ora chiamate così poi potreste ritrovarvi, tra qualche ora, a chiamarli ‘ministri’. Tutti insieme. Appassionatamente. Con un argomento formidabile: dopo che abbiamo ridotto il centrosinistra così, non vorrete mica andare a votare? Affidate le cose a noi, sappiamo come si fa”. A scriverlo, sul suo blog, è Pippo Civati (Pd). Nel suo intervento, il deputato del Pd attacca tutti. “Per quanto mi riguarda – aggiunge – se ho scelto una certa via, era proprio perché lo sapevo. Sapevo benissimo che avremmo rischiato di finire in questa situazione. Sapevo che sarebbe stato difficilissimo provare un confronto con il M5S, soprattutto senza rinunciare alla premiership (come non abbiamo mai fatto). Sapevo perfettamente che molti non se lo auguravano, perché avremmo dovuto fare un governo di cambiamento che la prima cosa in assoluto che avrebbe cambiato erano proprio i protagonisti della vicenda politica italiana. L’argomento non è: ‘bisognava capirlo subito’. Perché subito lo avevamo capito tutti. ‘Bisognava non volerlo fare’, questo, per me, è l’argomento”.

“In cauda – aggiunge Civati – faccio notare che se avessimo votato Prodi o Rodotà, non saremmo andati a votare, come le vecchie volpi della politica hanno ripetuto (altro che Twitter) a tutti i giovani deputati. No, semplicemente avremmo fatto un governo del presidente. Con un presidente, un governo e una maggioranza molto diversi da quella che vedremo tra qualche ora. Spero sia chiaro a tutti. Anche a quelli che, come me, in questi giorni hanno perduto”. Il deputato del Pd si chiede, inoltre, quali sono state le condizioni che hanno convito il presidente Napolitano ad accettare un secondo mandato. “Ieri Napolitano ha annunciato – ha concluso Civati – che oggi dirà quali sono le condizioni che gli hanno fatto accettare il secondo mandato. Condizioni di cui nessuno ha parlato ufficialmente e che certo il Pd non ha valutato. Anzi, Bersani ha spiegato ripetutamente che non c’erano, quelle condizioni. Personalmente, voglio fidarmi: mi chiedo però perché tutti parlino di Amato, Berlusconi sia in un brodo di giuggiole e i nostri filo-governissimo così scatenati. Curioso, no?”