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Rai Scuola chiude e Floridia accusa il governo: “Il centrodestra vuole occupare il servizio pubblico”

Rai Scuola chiude e Floridia con un lungo post sui social accusa il governo: "Il centrodestra vuole occupare il servizio pubblico"

Pubblicato il 25 Agosto 2026 di Davide Ruffolo
di Davide Manlio Ruffolo
Rai Scuola chiude e Floridia accusa il governo: “Il centrodestra vuole occupare il servizio pubblico”

La decisione della Rai di chiudere il canale tematico Rai Scuola infiamma il dibattito politico. A raccontare cosa sta accadendo è la senatrice del M5S, Barbara Floridia, già presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, con un lungo post sui social network.

“Rai Scuola chiude. Ma vi dico una cosa: sarebbe un errore leggere questa decisione come un episodio isolato. Per capire cosa sta succedendo alla Rai bisogna rimettere in fila i pezzi. Facciamo ordine. Il centrodestra ha deciso di occupare il servizio pubblico. È quello che emerge dalla direzione politica impressa alla Rai”, è l’esordio della pentastellata.

Secondo Floridia, l’attuale maggioranza “decide i palinsesti, chi conduce, quali giornalisti hanno spazio e quali diventano bersaglio. Decide quali programmi devono essere valorizzati e quali messi sotto pressione. E lo fa mentre la Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, che dovrebbe essere il luogo nel quale il Parlamento esercita il proprio controllo sul servizio pubblico, è stata di fatto paralizzata”.

Il caso Report

“Poi c’è Report: una trasmissione diventata da tempo uno dei principali bersagli della maggioranza. E qui la vicenda assume contorni ancora più inquietanti. Dei dati relativi ad altre trasmissioni, richiesti formalmente dalla Commissione di Vigilanza Rai, non sono stati messi a disposizione del Parlamento. Quelli relativi a Report, invece, sono finiti nelle mani di un quotidiano di proprietà della famiglia Angelucci, cioè di un trombettiere del governo. Da lì è partita una vera e propria batteria di attacchi di Fratelli d’Italia contro Ranucci“.

Proprio sul caso della prestigiosa trasmissione di giornalismo investigativo, Floridia insiste: “E così Ranucci finisce per essere vittima tre volte. Prima dell’attentato che ha colpito la sua famiglia, poi di una vicenda che lo ha visto coinvolto suo malgrado nei rapporti con Lavitola, e oggi di una Rai che, sotto il governo Meloni, sembra aver trasformato Report e il suo conduttore in un problema politico da risolvere”.

Leggi anche: Ranucci, tra veleni e congetture: le destre non mollano sul conduttore di Report. Ormai gli attacchi non si contano più

La riforma della governance della Rai e i dubbi di Floridia

“Ma il disegno non si ferma qui”, prosegue la senatrice del M5S nel suo lungo post. “C’è la riforma della governance della Rai. E bisogna guardare anche alla tempistica. Il Governo vuole cambiare le regole per arrivare alla nomina di un nuovo consiglio di amministrazione prima delle prossime elezioni. Il risultato è semplice da capire: che il centrodestra vinca o perda le elezioni, si ritroverebbe comunque con un CdA costruito sotto il proprio governo e con un presidente Rai espressione della propria maggioranza. Non più un presidente percepito come figura di garanzia, ma di una parte. Una Rai monocolore. È questa la partita che si sta giocando, e dentro questa partita entra anche Rai Scuola. Un canale storico che durante la pandemia ha svolto una funzione straordinaria: quando milioni di studenti non potevano andare a scuola, la scuola entrava nelle case anche attraverso la televisione”.

“Adesso ci dicono che i contenuti saranno disponibili su RaiPlay. Ma un servizio pubblico non può ragionare soltanto sulla disponibilità tecnica di un contenuto. Deve chiedersi chi riesce davvero ad accedervi. Non tutte le famiglie possono permettersi una smart TV, un computer per ogni figlio, una connessione veloce e stabile. E c’è un’altra contraddizione: Rai Scuola viene spostata sempre più verso il digitale mentre nelle scuole l’utilizzo degli smartphone viene vietato o fortemente limitato”, fa notare Floridia.

M5S fa notare il controsenso della chiusura di Rai Scuola

“Per una parte delle famiglie, quindi, quel canale televisivo rimaneva – e rimarrebbe – un presidio fondamentale. Ma anche qui la scelta è indicativa. Al posto di Rai Scuola arriva un canale dedicato al racconto dell’identità italiana, dei territori, delle tradizioni e delle eccellenze del nostro Paese. Raccontare l’Italia non è certamente un problema. Il problema nasce quando il servizio pubblico smonta un presidio educativo e culturale per sostituirlo con una narrazione identitaria decisa da un governo che da anni ci ha abituato al revisionismo storico. Perché allora dobbiamo porci una domanda molto più grande: è questa la funzione del servizio pubblico? Io penso di no”, aggiunge la pentastellata.

“Il servizio pubblico dovrebbe fare esattamente ciò che il mercato non ha interesse a fare. Dovrebbe dettare l’agenda anziché inseguirla, aprire spazi, educare, formare, elevare. Dovrebbe utilizzare i propri canali per mettere il cittadino nelle condizioni di conoscere il mondo, comprenderlo e giudicarlo. Non per un tornaconto politico, per costruire consenso o celebrare il governo di turno”, conclude Floridia.

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