Prosegue il delicato viaggio in Italia del segretario di Stato americano Marco Rubio, impegnato nel tentativo di ricucire i rapporti tra Washington e Roma, messi in crisi dalle bordate di Donald Trump contro Papa Leone XIV, accusato di essere “morbido” con l’Iran, e contro la premier Giorgia Meloni, rea, secondo il tycoon, di non averlo sostenuto nel conflitto con Teheran.
Una giornata fitta di incontri, iniziata con un faccia a faccia di un’ora alla Farnesina tra Rubio e il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Al termine del colloquio, definito dalle parti “positivo”, il ministro ha tenuto un punto stampa durante il quale ha spiegato di aver detto al segretario di Stato Usa di essere “convinto che l’Europa abbia bisogno dell’America, l’Italia abbia bisogno dell’America, ma anche gli Stati Uniti abbiano bisogno dell’Europa e dell’Italia. Queste sono le relazioni transatlantiche: l’unità dell’Occidente è fondamentale”.
Rubio a Roma per salvare l’alleanza tra Usa e Italia, messa in crisi dagli attacchi di Trump
Tajani ha poi confermato di aver illustrato a Rubio “qual è la nostra posizione sulla situazione in Medio Oriente”, ribadendo che “siamo favorevoli e sosteniamo tutte le iniziative che possano portare a un cessate il fuoco permanente. Noi incoraggiamo il dialogo”. Ma non è tutto. Il ministro ha raccontato di aver riaffermato anche la disponibilità dell’Italia a essere presente “con la nostra Marina Militare, una volta raggiunto un cessate il fuoco stabile, per lo sminamento e la garanzia della libertà di navigazione” nello Stretto di Hormuz.
Nel corso dell’incontro, ha aggiunto ancora Tajani, sono stati affrontati anche altri dossier, tra cui il Venezuela, “la questione di Cuba” e quella “dell’Africa mediterranea sulle materie prime”.
Al termine del summit, Rubio si è recato a Palazzo Chigi per incontrare la premier Meloni.
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