“Sfrutta il poltronificio”. E’ l’accusa mossa da Beppe Grillo alla Giunta di Alessandra Todde. Un accusa infamante per la giunta fiore all’occhiello del Movimento, che Alessandro Solinas, consigliere regionale della Sardegna, Presidente della commissione Bilancio e coordinatore regionale del Movimento, respinge al mittente. “I dati citati da Grillo sono sbagliati e citati in modo strumentale. E, in ogni caso, la macchina amministrativa è stata paralizzata per recuperare ritardi e far partire progetti rimasti troppo a lungo sulla carta”.
Solinas, è stato sorpreso dall’attacco di Beppe Grillo che vi ha accusato di essere caduti nel “poltronificio”, per i consulenti a libro paga di Villa Devoto?
“Beppe Grillo ha percepito 300mila euro l’anno dal Movimento e, nonostante questo, negli ultimi tempi ha provato in tutti i modi a destabilizzarlo e a mettere in difficoltà Giuseppe Conte. Non ha mai accettato di essere stato sfiduciato, in maniera chiara, dalla comunità politica che aveva contribuito a fondare, né che oggi Conte goda di un sostegno larghissimo all’interno del Movimento. Negli anni in cui era ancora garante, noi consiglieri regionali sardi non abbiamo mai avuto il piacere di un confronto con lui. Sono contento che oggi trovi invece il tempo di raccogliere e rilanciare le imbeccate di qualcuno che dal Movimento è uscito. Prima di pubblicarle, però, farebbe bene almeno a verificarle”.
Avete reagito subito: cosa rispondete ai numeri scodellati dall’ex ideologo 5S? Sono giusti, sbagliati…?
“Il suo post sugli incarichi della Regione Sardegna contiene informazioni false o non aggiornate, e restituisce una rappresentazione distorta della realtà. Fa nomi, cognomi e cifre senza verificarli: Cinzia Pilo e Mariassunta Matrisciano, per esempio, non lavorano più in Sardegna da mesi. Già questo dice molto sull’attendibilità della sua ricostruzione”.
Il co-fondatore vi accusa di non ver abrogato la legge che era stata voluta dall’ex presidente Christian Solians e che i 5S avevano contestato fortemente. Perché è ancora in vigore?
“Mentre qualcuno si concentra sulle polemiche, noi preferiamo parlare di ciò che stiamo facendo. Eravamo quelli dell’acqua pubblica e in Sardegna l’acqua è rimasta pubblica. Eravamo quelli della transizione energetica e abbiamo investito un miliardo di euro su rinnovabili e autoconsumo. Eravamo quelli del salario minimo e la Sardegna ha approvato il salario minimo. Siamo quelli del fine vita, della lotta alla precarietà e del diritto allo studio. Eravamo quelli della transizione digitale e oggi siamo tra le Regioni che stanno investendo maggiormente su IA e competenze tecnologiche. Abbiamo investito 500 milioni sui giovani, tagliato le tasse universitarie, aumentato le borse di studio e gli alloggi per i fuori sede. Stiamo riportando al centro i cittadini e non gli interessi di pochi. Gli attacchi del centrodestra hanno un solo obiettivo: far dimenticare lo stato in cui hanno lasciato la Sardegna”.
Quindi rivendicate il lavoro fatto, però la legge…?
“Quando la Giunta Todde si è insediata, i progetti del Pnrr erano fermi al 4%, la Regione lavorava con il 30% di personale in meno rispetto all’organico e tutti i principali dossier erano bloccati. Non esisteva nemmeno la programmazione dei fondi FSC, in ritardo di due anni: l’ha approvata la Giunta Todde nel novembre 2024. La sanità era allo sfascio, i trasporti immobili, il bando sulla continuità territoriale era un fallimento, la politica industriale inesistente. Questa è l’eredità che abbiamo ricevuto. Einstein Telescope era un discorso fumoso, con noi è diventato una priorità regionale e una candidatura di comunità. La macchina amministrativa è stata indispensabile per recuperare ritardi e far partire progetti rimasti troppo a lungo sulla carta. E siamo pronti a rivedere la legge dove necessario: non abbiamo nulla da nascondere e nessun timore di migliorare ciò che può essere migliorato. Non accettiamo però lezioni da chi per cinque anni ha governato la Sardegna lasciandoci problemi enormi e oggi si improvvisa paladino dei sardi. Tanto più quando parliamo delle stesse forze politiche che governano a Roma e che sulla Sardegna continuano a imporre scelte inaccettabili, dal 41 bis alla sicurezza, ostacolando anche il lavoro della Giunta Todde”.