“Un crimine contro la storia dello spettacolo italiano”. Così ieri Fiorello ha aperto la battaglia per salvare lo storico Teatro delle Vittorie di Roma, tempio del varietà e dell’intrattenimento Rai. Lo showman ha risposto all’invito partito domenica da Renzo Arbore, il quale aveva indicato nel conduttore l’unica persona in grado di salvare il Teatro. E la risposta di Fiorello non è tardata ad arrivare.
Lui e il co-conduttore de “La Pennicanza” Fabrizio Biggio hanno affisso due cartelli sulle porte del teatro con messaggi inequivocabili: “Questo Teatro non si dovrebbe vendere” e “Questo Teatro non è in vendita!”.
Per la Rai “un asset da vendere perché troppo costoso”
Una risposta chiarissima al comunicato dei vertici di Viale Mazzini, che avevano spiegato come “la messa in vendita del Teatro rientra negli obiettivi di un piano immobiliare che – unico nella storia Rai – guarda al futuro, non solo a Roma, con significativi interventi tecnologici volti alla completa modernizzazione e trasformazione in Digital Media Company”. Per TeleMeloni il Teatro Delle Vittorie avrebbe “da tempo costi di gestione eccessivi e non più sostenibili”.
Il teatro rientra poi tra i 15 immobili che la Rai ha messo in vendita nel suo piano di cessioni immobiliari per far quadrare un bilancio in forte rosso. Nella lista delle alienazioni compaiono anche la sede di Corso Sempione a Milano e Palazzo Labia a Venezia.
Floridia: “Ha ragione Fiorello, il Teatro delle Vittorie va salvato”
“Ha ragione Fiorello, che si dimostra molto più serio e lungimirante di chi amministra la Rai”, ha commentato ieri la presidente della commissione di vigilanza Rai Barbara Floridia, “il Teatro delle Vittorie non può essere dismesso. Chiedo formalmente a tutti i gruppi parlamentari di superare immediatamente lo stallo in Commissione di Vigilanza e di consentire la convocazione con urgenza dei vertici della Rai per un’audizione sul piano immobiliare”. “Non c’è solo il problema del teatro delle Vittorie, penso anche a quanto sta avvenendo a Venezia, a Firenze e a Milano”, ha aggiunto.
“Quel luogo non si tocca e non si vende”, ha dichiarato Rita Dalla Chiesa, vicepresidente dei deputati di Forza Italia e membro della Commissione Cultura della Camera.