Dopo la ripresa dei bombardamenti americani contro l’Iran, Donald Trump starebbe valutando un’ulteriore intensificazione delle operazioni militari. Proprio per questo il presidente degli Stati Uniti ha riunito il Consiglio per la sicurezza nazionale nella Situation Room della Casa Bianca, per valutare tutte le opzioni militari a sua disposizione contro il regime iraniano guidato da Mojtaba Khamenei.
Una riunione ad alta tensione durante la quale, secondo quanto riportano i media americani, Donald Trump avrebbe discusso anche dell’eventualità di un’operazione terrestre. A dirlo è stato lo stesso tycoon nel corso di un’intervista a Fox News, nella quale, rispondendo a una domanda sul possibile invio di soldati in Iran, ha tagliato corto: “Non direi di no se la ritenessi appropriata. A volte è necessaria una campagna di terra, ma abbiamo altre persone che la farebbero per noi”.
Trump non ferma l’escalation contro l’Iran
Trump ha inoltre confermato di aver chiesto al Pentagono di monitorare il sito sotterraneo di Kuh-e Kolang Gaz La, all’interno del quale l’intelligence statunitense ritiene prosegua lo sviluppo del programma nucleare iraniano, così da preparare eventuali piani di attacco in grado di distruggere l’intero complesso.
Il problema è che la struttura, di dimensioni imponenti, si trova sotto centinaia di metri di granito e, secondo quanto riporta il New York Times, per gli esperti militari sarebbe di fatto “invulnerabile” perfino alle bombe “bunker buster”. Si tratta di ordigni in dotazione alle forze armate statunitensi, progettati per penetrare in profondità e già impiegati lo scorso giugno contro gli impianti nucleari sotterranei di Fordow, Natanz ed Esfahan.
Al momento, l’unica certezza è che i negoziati tra Washington e Teheran sono in completo stallo, con un’impasse che sembra destinata a protrarsi. Donald Trump, nella stessa intervista, ha infatti ribadito che gli attacchi proseguiranno nei prossimi giorni e verranno intensificati sia nel numero sia nella potenza.
“Gli attacchi contro l’Iran continueranno finché io non dirò basta. Il regime islamico è come un grande pugile. Pensi di averlo battuto e poi, all’improvviso, si riprende e ti sferra un colpo. Hanno ancora un po’ di grinta, ma non molta”, ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti.