Si fanno sempre più tesi i rapporti tra l’Unione europea e Israele. A sostenerlo è il quotidiano di Tel Aviv Haaretz, secondo cui Bruxelles starebbe valutando sanzioni contro individui ed entità israeliane che, stando a quanto trapela, avrebbero aiutato la Russia a eludere le sanzioni internazionali. Proprio per questo, precisa il quotidiano, l’Ue sta chiedendo chiarimenti sul grano ucraino arrivato ad Haifa che, secondo quanto denunciato da Kiev, sarebbe stato sottratto dalla Russia.
Il portavoce per gli affari esteri dell’Unione europea, Anwar El Anuni, ha dichiarato al quotidiano che l’Ue “ha preso nota delle notizie secondo cui una nave della cosiddetta flotta ombra russa, che trasportava grano ucraino rubato, è stata autorizzata a scaricare nel porto di Haifa, in Israele, nonostante i precedenti contatti tra le autorità ucraine e israeliane in merito alla questione”. “Condanniamo tutte le azioni che contribuiscono a finanziare lo sforzo bellico illegale della Russia e a eludere le sanzioni dell’Ue, e restiamo pronti a colpire tali attività”, ha aggiunto.
Tra Unione europea e Israele sale la tensione: Bruxelles valuta sanzioni contro Tel Aviv per aver aiutato la Russia a eludere le sanzioni internazionali sul grano
A far scattare il caso sono state alcune segnalazioni che hanno spinto, nella giornata di ieri, il ministero degli Esteri ucraino a convocare l’ambasciatore israeliano a Kiev per presentare una nota di protesta e richiedere provvedimenti.
In un post su X, il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha, ha affermato che “i rapporti amichevoli tra Ucraina e Israele possono portare benefici a entrambi i Paesi e il commercio illegale di grano ucraino sottratto dalla Russia non dovrebbe comprometterli”.
Il messaggio si conclude con una nota amara: “È difficile comprendere la mancanza di una risposta adeguata da parte di Israele alla legittima richiesta dell’Ucraina riguardo alla precedente nave che ha consegnato beni rubati ad Haifa. Ora che un’altra imbarcazione simile è arrivata, avvertiamo ancora una volta Israele a non accettare il grano rubato e a non danneggiare le nostre relazioni”.