Dubbi a 5 Stelle sulla Xylella. Ulivi abbattuti per l’affare Tap. I grillini chiedono una commissione d’inchiesta. Troppe ombre sulla scelta di tagliare gli alberi

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di Stefano Iannaccone

Una commissione di inchiesta parlamentare sul caso Xylella. Con ampi poteri di investigazione. E l’obiettivo di vederci chiaro per bloccare l’abbattimento degli ulivi, avviato nei mesi scorsi per fermare l’epidemia provocata dal batterio. Il Movimento 5 Stelle ha presentato un disegno di legge con la richiesta al presidente del Senato, Piero Grasso. Perché per i pentastellati la vicenda è molto più complessa di quanto viene raccontato in via ufficiale. E potrebbero esserci «responsabilità degli Enti scientifici e amministrativi nazionali e territoriali», secondo quanto è scritto nel ddl depositato a Palazzo Madama, che La Notizia ha potuto visionare in anteprima. «Le evidenti indeterminatezze e le carenze scientifiche in merito al ceppo pugliese del batterio Xylella fastidiosa e alla sua ipotizzata propagazione, non sono state sufficienti a ostacolare la distruzione di un numero considerevole di piante nel territorio salentino, con grave danno all’economia locale, al paesaggio e all’ambiente», spiega ancora il testo di richiesta della commissione. Perciò è «necessaria un’attività di inchiesta e di accertamento delle singole questioni», sostengono i 5 Stelle. La commissione parlamentare, infatti, consentirebbe l’acquisizione di copie di atti e documenti relativi a procedimenti e inchieste in corso presso l’autorità giudiziaria.

SFIDUCIA A MARTINA

Il Movimento 5 Stelle ha criticato anche il governo per la gestione del caso. E in particolare ha addebitato le responsabilità al ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina. «Non ha salvaguardato gli interessi pubblici. Si è reso politicamente responsabile delle comunicazioni errate fatte all’Unione europea. Ed è così iniziata la mattanza degli ulivi», attacca  la senatrice del M5S, Daniele Donno, prima firmataria della richiesta della commissione di inchiesta, spiegando il motivo della mozione di sfiducia presentata a Maurizio Martina a Palazzo Madama nel mese di dicembre. E che attende di essere calendarizzata. «In Puglia è in corso un attacco a uno dei patrimoni del nostro Paese: gli ulivi», incalza il senatore pentastellato, Mario Giarrusso. Il Movimento 5 Stelle ha individuato ben 11 punti da chiarire. E ce n’è uno in particolare che desta il sospetto dei senatori: la potenziale presenza di una «connessione affaristica tra l’eradicazione degli ulivi nel territorio salentino ed operazioni infrastrutturali di grande impatto economico-commerciale, quale la realizzazione del metanodotto Snam e del Gasdotto Trans-Adriatico (TAP)». Insomma, il timore è che ci siano «interessi di lobby fortissime», dice Mario Giarrusso. E quindi inevitabilmente si vuole arrivare all’accertamento di «eventuali responsabilità Autorità, delle Istituzioni, delle Amministrazioni territoriali locali e regionali – attuali e antecedenti – e degli Enti coinvolti», conclude la richiesta depositata al Senato.

Twitter: @SteI