Un report lancia l’allarme. E’ la mafia l’altro virus che sta infettando l’Europa. Il fenomeno messo a fuoco da Cafiero de Raho, Gratteri, Gabrielli e Morra indicando alcune soluzioni

Vi รจ il fondato rischio che lโ€™Italia, dopo essere stata messa duramente alla prova dal Covid-19, resti vittima di un altro temibile virus, che seppure conosciuto da tempo non ha ancora un vaccino utile a immunizzare il Paese, quello delle mafie. E lo stesso rischio lo corrono gli altri Paesi europei. Gli allarmi si susseguono da giorni e a mettere a fuoco i pericoli principali sono stati due magistrati in prima linea come il procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero de Raho (nella foto), e il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, il capo della Polizia, Franco Gabrielli, e il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra, intervistati dal giornalista Sergio Nazzaro, impegnato tra lโ€™altro nella comunicazione della stessa Commissione antimafia e profondo conoscitore del fenomeno.

Le loro analisi sono state condensate in un lavoro per il centro studi internazionale Global Initiative against Transnational Organized Crime, attento a quanto sta accadendo in Italia con il timore che tale business possa inquinare lโ€™economia anche di altri Paesi europei, e sono state riprese anche da Der Spiegel, Forbes e Le Figaro. Il procuratore Cafiero de Raho ha confermato i dubbi del centro studi, sottolineando che le mafie vanno ad investire dove trovano maggiore opportunitร  e molto spesso รจ allโ€™estero e non in Italia, approfittando dei momenti di crisi: โ€œQuando cadde il muro di Berlino, i mafiosi immediatamente si interessarono ad investire in quella parte della Germania e le intercettazioni lo documentavanoโ€.

Ancora: โ€œDiciamo spesso che i mafiosi sono uomini del mondo, riescono subito ad apprendere la lingua, si inseriscono nei territori, aprono relazioni con la popolazione e di volte in volta svolgono le attivitร  che risultano piรน remunerative o quelle che per loro sono piรน significativeโ€. Affari che possono minare la stessa democrazia. โ€œLe mafie sono contro qualunque forma di democrazia – evidenzia il procuratore nazionale antimafia – nel senso che esse allโ€™interno delle democrazie si muovono, ma certo non agiscono per sostenere le democrazie. Loro agiscono con fini esclusivamente personali, per arricchirsi. รˆ il loro interesse che va soddisfattoโ€.

Timori comuni a quelli espressi dal procuratore Gratteri, il quale sottolinea che โ€œle organizzazioni criminali sono presenti e operative mentre le istituzioni stanno ancora a discutereโ€. Con rischi enormi soprattutto per la sanitร . Il procuratore capo di Catanzaro ha inoltre sostenuto che gli interessi non sono neppure solamente nella vendita di prodotti sanitari, ma anche nella possibilitร  di interagire attraverso concorsi, nomine di medici e funzionari. Ma qualcosa si puรฒ fare. Anche da parte di chi vive lavorando in nero e in questi giorni puรฒ vedere il mafioso come un benefattore. โ€œLโ€™opinione pubblica – afferma Gratteri – non deve lasciarsi andare e rassegnarsi. Siamo sempre in pericolo ed รจ opportuno seguire ciรฒ che dicono gli scienziati e non seguire le sciocchezzeโ€.

IL CONTRASTO. Unโ€™antimafia che lancia allarmi ma che non resta a guardare. Il capo della Polizia ha infatti istituito una specifica cabina di regia, puntando molto anche sul lavoro della Guardia di finanza e della polizia penitenziaria, che โ€œhanno da un lato una forte capacitร  di penetrazione informativa di quello che avviene nel mondo dell’economia e dall’altro di acquisire informazioni nell’ambito degli ambienti carcerari che molto spesso non solo sono ambienti criminogeni ma anche luoghi dove si fa la strategia criminaleโ€. Puntando a una dimensione internazionale di controllo e contrasto al fenomeno mafioso, su cui si รจ giร  attivata pure lโ€™Interpol.

Fondamentale dunque una lotta ai clan a livello mondiale, come specifica anche il presidente della Commissione antimafia. โ€œLe misure di prevenzione sono state un formidabile strumento per aggredire i patrimoni mafiosi – riflette Morra – ma soltanto la legislazione italiana le consente. E a questo punto, con una crisi enorme di liquiditร , รจ molto piรน intelligente trasferire le proprie risorse finanziare in Paesi in cui la legislazione non consente lยดaggressione ai patrimoniโ€. Determinante per fermare i clan sarร  la velocitร  con cui lo Stato sarร  in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini.