In Italia piove sul bagnato. Secondo gli ultimi dati dell’Istat, ad aprile il clima di fiducia dei consumatori e l’indicatore composito del clima di fiducia delle imprese risultano in sensibile calo: il primo passa da 92,6 a 90,8 (in flessione di 1,8 punti), il secondo da 97,3 a 95,2 (in diminuzione di 2,1 punti).
Stando alle rilevazioni dell’Istituto nazionale di statistica (Istat), tra i consumatori emerge un diffuso peggioramento delle opinioni, soprattutto per quanto riguarda la situazione economica del Paese: il clima economico scende da 88,1 a 82,7, quello futuro da 85,3 a 82,5, quello personale da 94,2 a 93,8 e il clima corrente da 98,0 a 96,9.
Sul fronte delle imprese, il calo è particolarmente marcato nei servizi di mercato e nelle costruzioni. In dettaglio, il clima di fiducia nei servizi di mercato scende da 102,6 a 99,1, mentre nelle costruzioni passa da 103,6 a 100,9. Nella manifattura, l’indicatore diminuisce da 88,7 a 87,9, mentre si registra un lieve miglioramento nel commercio al dettaglio, dove l’indice sale da 100,5 a 100,8.
Economia in frenata: l’Istat certifica il crollo della fiducia dei cittadini e anche delle imprese
Quanto alle componenti degli indici di fiducia, nella manifattura peggiorano sia i giudizi sugli ordini sia le attese sulla produzione, mentre le scorte restano stabili. Nelle costruzioni, sia i giudizi su ordini e/o piani di costruzione sia le attese sull’occupazione risultano in calo. Nei servizi di mercato si registra un peggioramento diffuso di tutte le componenti, con un deterioramento dell’indice trainato principalmente dalla flessione del settore turistico.
Nel commercio al dettaglio, l’aumento della fiducia è dovuto soprattutto al miglioramento dei giudizi sulle vendite, a fronte però di attese in diminuzione e scorte di magazzino stabili. A livello di circuito distributivo, l’indice cala nella distribuzione tradizionale, mentre cresce nella grande distribuzione.