La Sveglia

Gridano allo scandalo per Ben Gvir, ma poi…

Il video di Ben Gvir fa indignare tutta l'Europa, ma alla prova dei fatti anche il Parlamento Ue non fa nulla.

Gridano allo scandalo per Ben Gvir, ma poi…

Il video di Itamar Ben Gvir, ministro israeliano della Sicurezza nazionale, che cammina ridendo fra gli attivisti della Global Sumud Flotilla inginocchiati e bendati ad Ashdod arriva a Roma giovedì. Sergio Mattarella parla di «trattamento incivile», di «livello infimo». Giorgia Meloni e Antonio Tajani definiscono il gesto «inaccettabile, linea rossa superata», convocano l’ambasciatore israeliano. In serata Tajani chiede all’Alto rappresentante Kaja Kallas sanzioni europee contro Ben Gvir.

Ventiquattro ore prima, mercoledì 20 maggio, il Parlamento europeo votava sull’emendamento Della Valle per l’embargo immediato di armi verso Israele. Esito: 126 favorevoli, 406 contrari, 116 astenuti. Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia compatti contro, registra ANSA. La stessa maggioranza che giovedì parla di linea rossa.

Giovanni Donzelli, deputato di Fratelli d’Italia, a RaiNews24 confeziona la retromarcia preventiva: «andare a penalizzare un popolo per i suoi governanti è una scelta pericolosa». La distinzione fra ministro e governo, fra governo e popolo, regge un ciclo informativo.

Giovedì sera sono atterrati a Fiumicino ventinove attivisti italiani rilasciati da Israele. Il deputato M5S Dario Carotenuto racconta «manette ai polsi e catene alle caviglie», il giornalista Alessandro Mantovani parla di calci e pugni in faccia. La procura di Roma acquisirà il video di Ben Gvir: l’esposto degli avvocati ipotizza sequestro di persona.

Il Ministero della salute di Gaza, citato ieri da Human Rights Watch al Board of Peace, conta 881 palestinesi uccisi dal cessate il fuoco del 10 ottobre. Mercoledì sera, mentre a Bruxelles si votava l’embargo respinto, sette palestinesi fra cui tre bambini venivano feriti dai bombardamenti sul campo profughi di Bureij. Su quei numeri, ieri, nessuna linea rossa.