Europei atletica 2026, Fabbri d’oro nel peso: Birmingham piega l’Italia, ma non la spezza

Fabbri oro e Weir argento nel peso agli Europei 2026. Furlani si ferma, Inzoli vola a 8,34 e Dosso raggiunge la finale dei 100.

Europei atletica 2026, Fabbri d’oro nel peso: Birmingham piega l’Italia, ma non la spezza

La prima giornata degli Europei mette subito alla prova gli azzurri. Furlani si ferma per infortunio, ma Inzoli risponde con la miglior misura delle qualificazioni. Poi arriva la doppietta nel peso: Fabbri si conferma campione d’Europa con 22,31, Weir è d’argento. Dosso conquista la finale dei 100, Saraceni e Derkach dominano le qualificazioni del triplo.

Birmingham non aveva ancora concluso il suo primo giorno e aveva già ricordato all’Italia una delle regole più dure dello sport: nulla di ciò che hai conquistato ieri ti viene restituito automaticamente domani.

La Nazionale era arrivata agli Europei con il peso delle 24 medaglie e degli undici ori di Roma 2024. In poche ore ha perso per infortunio uno dei suoi campioni più attesi, Mattia Furlani. Ha visto Francesco Inzoli saltare più lontano di tutti. Ha portato Zaynab Dosso nella finale dei 100. Ha piazzato Erika Saraceni e Dariya Derkach ai primi due posti delle qualificazioni del triplo.

Poi sono arrivati Leonardo Fabbri e Zane Weir.

Il peso, la specialità che al mattino aveva già mandato tre italiani in finale, diventa la prima grande risposta di Birmingham: Fabbri si conferma campione europeo con 22,31 metri e Weir completa la doppietta azzurra con l’argento a 21,12. Dietro di loro, nell’ultimo quadro disponibile, lo svedese Wictor Petersson era terzo con 20,86.

È soltanto la prima sera, ma Birmingham ha già costretto l’Italia a fare qualcosa che Roma le aveva chiesto molto meno spesso: reagire.

Fabbri d’oro, Weir d’argento: il peso diventa azzurro

Leonardo Fabbri aveva cominciato la giornata come l’uomo da battere. La conclude ancora nello stesso modo.

In qualificazione gli era bastato un solo lancio da 21,29 metri per chiudere il discorso e presentarsi alla finale con la miglior misura del turno. Nick Ponzio si era qualificato con 20,48 e Zane Weir con 19,80.

La sera Fabbri prende il comando con 21,78 e poi allunga fino a 22,31. Accanto a lui cresce Weir, che sale a 21,12 e costruisce una doppietta che vale molto più di due medaglie.

Perché a Roma 2024 l’oro di Fabbri aveva avuto il sapore della prima volta: nessun italiano aveva mai vinto il titolo europeo del peso maschile. A Birmingham il significato cambia. Non si tratta più di scoprire di poter vincere. Si tratta di dimostrare di saperlo fare ancora, lontano dall’Olimpico e dal pubblico di casa.

E questa volta l’Italia non porta sul podio un solo uomo. Ne mette due.

Birmingham chiedeva a Fabbri di confermarsi campione. Lui ha risposto. Weir ha aggiunto qualcosa che rende la risposta ancora più forte.

Furlani, un salto e l’Europeo cambia volto

Il primo colpo è arrivato quando nessuno se lo aspettava.

Mattia Furlani aveva appena completato il primo salto delle qualificazioni del lungo. 7,73 metri, una misura interlocutoria. Subito dopo l’atterraggio ha, però, avvertito dolore alla coscia destra e non è più tornato in pedana.

Il campione del mondo è stato portato via in sedia a rotelle e ha dovuto abbandonare gli Europei. L’infortunio lo ha tolto da una finale nella quale partiva tra i grandi favoriti.

È il tipo di episodio che può cambiare il tono di una squadra. Perché Furlani non è soltanto una possibilità di medaglia: è uno dei simboli di quella generazione che ha trasformato l’atletica italiana da sorpresa a presenza stabile ai vertici.

Birmingham glielo ha ricordato nel modo più brutale: anche i favoriti possono uscire dalla storia prima ancora che la gara cominci davvero.

Inzoli raccoglie il testimone: 8,34 e una finale che cambia padrone

Mentre perdeva Furlani, un altro azzurro decideva che la storia non sarebbe finita lì.

Francesco Inzoli ha saltato 8,34 metri, con vento oltre il limite, ottenendo la migliore misura dell’intera qualificazione.

È forse l’immagine più chiara della profondità di questa Nazionale.

Inzoli non cancella l’infortunio di Furlani e non ne prende semplicemente il posto. Si conquista il proprio spazio. Arriva a Birmingham da una stagione in crescita, culminata agli Assoluti di Firenze con 8,27 metri, e domani sera entrerà in finale non come comparsa, ma come atleta che ha già fatto meglio di tutti nel turno di qualificazione.

Un salto può chiudere un Europeo. Quello successivo può aprirne un altro.

Dosso non trema: 11”11 e finale dei 100

La sera ha poi cambiato velocità.

Zaynab Dosso ha conquistato la finale dei 100 metri chiudendo la propria semifinale in 11”11, alle spalle della svizzera Geraldine di Tizio-Frey, vincitrice in 11”02. La finale è in programma alle 22.50 italiane.

Dosso entra nell’ultimo atto con il settimo tempo complessivo delle semifinaliste. Davanti a lei Amy Hunt ha corso in 10”99, Ewa Swoboda in 11”04 e Patrizia van der Weken in 11”08.

Mentre i 100 metri hanno una caratteristica che rende inutile quasi ogni previsione: una finale dura pochi secondi e non concede correzioni.

Dosso avrà una sola possibilità ed è precisamente questo che rende la sua notte una delle storie da seguire fino alla fine.

Polzonetti, vent’anni e nessuna paura

Tra i risultati meno appariscenti, ma più interessanti della giornata c’è quello di Celeste Polzonetti.

La ventenne azzurra ha vinto la propria batteria dei 100 ostacoli in 12”80, recuperando dopo una partenza non perfetta e imponendosi nel finale. Quel tempo non è casuale.

A maggio Polzonetti aveva corso proprio 12”80 negli Stati Uniti, stabilendo allora la migliore prestazione italiana Under 23. Nelle settimane successive è scesa ulteriormente fino a 12”74, diventando la seconda italiana di sempre.

È una di quelle storie che spiegano perché questa Nazionale non possa più essere raccontata soltanto attraverso Jacobs, Tamberi o Battocletti.

Dietro i campioni è cresciuta una generazione che entra agli Europei senza chiedere il permesso di esserci.

La serata però non è ancora finita

Dopo il peso restano altri due appuntamenti che possono cambiare ancora il bilancio della prima giornata.

Alle 22.40 l’Italia correrà la finale della 4×400 mista. Dieci minuti più tardi, alle 22.50, Zaynab Dosso sarà sui blocchi della finale dei 100.

Birmingham ha già raccontato abbastanza per capire che tipo di Europeo ci aspetta, ma non abbastanza per sapere come finirà questa notte.

Roma aveva insegnato all’Italia a credere che tutto fosse possibile. Birmingham le sta insegnando qualcosa di più difficile: continuare a crederci anche quando il copione si rompe. Ed è forse proprio da qui che comincia davvero un Europeo.

Foto: ANSA