Dazi di Trump al Canada: Ottawa sposta gli affari in Europa e firma il partenariato di sicurezza e difesa

Dazi al 50 per cento e una legge del 1930: mentre Washington fruga nei propri archivi, Ottawa firma appalti militari con l'Europa

Dazi di Trump al Canada: Ottawa sposta gli affari in Europa e firma il partenariato  di sicurezza e difesa

Trump ha spedito il Canada in Europa e continua a non accorgersene. Ieri, su Truth Social ha scritto che gli Stati Uniti non hanno bisogno di Ottawa perché i canadesi “fanno il 95% dei loro affari” oltre confine. A dicembre 2025 la quota di export canadese che va negli Stati Uniti era il 67,4 per cento secondo Statistics Canada, contro il 76,2 di dodici mesi prima, il minimo della serie da quando esiste, dal 1997, tolta la pandemia. Sta contrattando con una dipendenza che ha demolito lui, dazio dopo dazio, e continua a citarla come se fosse ancora al suo posto.

La cronologia è breve. Venerdì sera Mark Carney ha sospeso i negoziati e richiamato a Ottawa i negoziatori, denunciando che le modifiche dell’ultimo minuto erano “ingiuste, antieconomiche”; sabato sono scattati dazi al 50 per cento su circa 20 miliardi di dollari di merci, il 5 per cento dell’export canadese; la ritorsione di Ottawa, dollaro su dollaro, parte l’8 settembre. Sempre ieri il presidente ha rilanciato: 50 per cento su auto, camion, componenti e acciaio dal 1° gennaio 2027.

Lo strumento conta più della cifra. Le tariffe escono dalla Section 338 dello Smoot-Hawley Tariff Act del 1930, la legge che i manuali indicano come acceleratore della Grande depressione: tre proclami firmati il 20 luglio 2026 su auto, latticini e alcolici, una norma che nessuno aveva mai usato per imporre dazi. Ci si è arrivati dopo che a febbraio la Corte suprema aveva bocciato i poteri d’emergenza del 1977. Rovistare nel 1930 per punire il primo cliente.

L’alleato che ha cambiato continente

Mentre Washington cercava una legge nel cassetto, Ottawa firmava a Bruxelles. Il 23 giugno 2025 il Canada ha siglato con l’Unione europea il partenariato di sicurezza e difesa; il 14 febbraio 2026 è diventato il primo Paese non europeo ammesso a SAFE, lo strumento da 150 miliardi di euro per gli appalti militari comuni; il 20 maggio è arrivato il via libera del Parlamento europeo, il 15 giugno la firma del Consiglio.

Il primo contratto SAFE vinto da un’impresa canadese vale oltre 10 milioni e lo firma Marconi Technologies di Montréal: radio tattiche ORION che si costruiscono in Canada per il Cyber Command polacco insieme alla polacca Enamor International, consegne fino al 2030, un indotto di quasi cento aziende canadesi. Soldi europei, fabbriche canadesi, un esercito NATO servito.

Il resto è aritmetica. L’Unione è il secondo partner del Canada, 178,6 miliardi di dollari di scambi nel 2025 stando al governo di Ottawa, e da quando il CETA si applica, dal 2017, l’interscambio di merci è cresciuto di oltre il 75 per cento e quello dei servizi del 97. Il 5 marzo 2026 i due blocchi hanno aperto il negoziato per aggiungerci il commercio digitale, mentre il vertice Canada-UE è fissato al 29 e 30 ottobre.

Il conto lo ha aperto Washington

Intanto la colonna della tabella che alla Casa Bianca evidentemente nessuno legge. L’export americano di beni verso il Canada nel 2025 vale 333,6 miliardi di dollari, il 4,8 per cento in meno dell’anno prima secondo l’ufficio del rappresentante commerciale americano, cioè 17 miliardi che sono spariti in dodici mesi. I viaggi dei canadesi verso sud sono calati del 35 per cento da quando Trump è tornato alla Casa Bianca, con circa 4,5 miliardi di spesa turistica persa nel solo 2025, come ha calcolato Forbes. E il Canada, primo mercato di sbocco per 36 Stati americani nel 2023, oggi lo è per 27, come ha contato il Progressive Policy Institute.

Il premier dell’Ontario, Doug Ford, ha già minacciato di chiudere agli Stati Uniti elettricità e minerali critici, proprio le due merci su cui l’industria americana non ha alternative rapide. A smontare la dipendenza canadese dagli Stati Uniti ci ha pensato Trump, meglio di qualsiasi piano di Carney. Il 95 per cento resta scritto su Truth Social: nei registri di Ottawa è già un numero d’archivio.