Di fronte all’impossibilità di porre fine al conflitto in Ucraina, il Congresso americano sembra aver perso la pazienza con la Russia di Vladimir Putin. Il Congresso Usa, infatti, ha approvato il primo grande pacchetto di sanzioni dell’era Trump contro il Cremlino, con l’obiettivo di aumentare la pressione economica su Mosca e spingere Putin verso il tavolo dei negoziati con l’Ucraina. Il via libera è arrivato dalla Camera, dopo quello dato ad agosto dal Senato, al provvedimento ribattezzato Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act of 2026, in onore del senatore Lindsey Graham, morto l’11 luglio.
Quello approvato è un ampio pacchetto di sanzioni che colpisce funzionari russi e diversi settori strategici dell’economia del Paese, con l’obiettivo dichiarato di ridurre le risorse finanziarie a disposizione di Putin per sostenere la guerra in Ucraina. Il provvedimento, per entrare in vigore, dovrà ora essere firmato dal presidente Donald Trump.
Alla Camera, controllata dai repubblicani, il provvedimento è stato approvato con 262 voti favorevoli e 159 contrari. Trump ha già fatto sapere che firmerà la legge, che aveva ottenuto un ampio consenso anche al Senato lo scorso 7 agosto, con un voto di 86 a 11.
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Trump pronto alla stretta contro Putin: il Congresso Usa approva sanzioni e dazi fino al 100% per fermare la macchina bellica russa
Stando a quanto previsto dal provvedimento, la legge prende di mira i settori russi dell’energia e della difesa, oltre a funzionari, oligarchi e istituzioni finanziarie. Il testo prevede inoltre sanzioni contro la cosiddetta “flotta ombra”, ovvero la rete di navi utilizzata dalla Russia per eludere le sanzioni occidentali.
Ma non è tutto. L’atto conferisce a Trump il potere di imporre dazi fino al 100% sui principali Paesi che acquistano petrolio e gas russi, tra cui Cina e India, nel tentativo di colpire i flussi di entrate che contribuiscono a finanziare lo sforzo bellico di Mosca. L’applicazione di questi dazi, tuttavia, dipenderà dalle decisioni dell’amministrazione Trump.
La notizia ha subito fatto il giro del mondo, ottenendo il ringraziamento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha accolto con favore il provvedimento. La Russia, dal canto suo, ha definito il pacchetto di misure un'”azione ostile”. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha inoltre avvertito che, qualora tali misure venissero applicate, potrebbero rendere “sicuramente più difficili” gli sforzi per trovare una soluzione pacifica al conflitto in Ucraina.