Dopo la sentenza che ha portato alla condanna a dieci anni di tre esponenti di spicco dell’intelligence egiziana per il sequestro di Giulio Regeni, il ricercatore italiano trovato morto al Cairo nel 2016, scoppia la polemica politica. Le opposizioni, infatti, contestano duramente le parole del ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il titolare della Farnesina, a seguito del verdetto, ha dichiarato che per quei fatti “sono state condannate tre persone in primo grado. Vedremo cosa succederà nel secondo e terzo grado. Ci sono tre persone colpevoli, ma non è l’Egitto a essere condannato in quanto tale”. La Corte d’Assise di Roma ha condannato tre dei quattro imputati a dieci anni per il sequestro di Regeni, mentre il quarto, il generale Tariq Sabir, è stato assolto. Per i tre condannati è caduta, invece, l’accusa di omicidio.
Una precisazione, quella di Tajani, che le opposizioni hanno interpretato come un’assoluzione politica del governo del Cairo e che ha alimentato lo scontro. Tra i primi a intervenire è stata la deputata del Pd e responsabile Giustizia dei dem, Debora Serracchiani, secondo cui “è grave la posizione di Tajani. Proprio mentre arriva un risultato importante dalla giustizia, con la sentenza di ieri, invece di coglierne il valore rischia di frenare, sminuire, di assolvere di fatto l’Egitto e di far fare all’Italia un grave passo indietro nella ricerca della verità e della giustizia per Giulio Regeni”.
Caso Regeni, bufera su Tajani: “Condannate tre persone, non l’Egitto”. Le opposizioni all’unisono: “Parole gravi, deve riferire in Aula”
“Ora serve l’esatto contrario: un’iniziativa politica e diplomatica forte, che pretenda dal governo egiziano il rispetto della sentenza e che i responsabili paghino per quello che hanno fatto”, ha concluso Serracchiani.
Duro anche il commento di Nicola Fratoianni di Avs che, a suo dire, “il ministro Tajani ha perso definitivamente il controllo. Non bastava il ‘rispetto del diritto internazionale ma fino ad un certo punto’, non era sufficiente ‘la lunghezza delle gonne delle donne’. Per non parlare del caso Almasri o della tragedia palestinese. Ora anche la perla sulla sentenza Regeni: ‘sono state condannate 3 persone, non certo l’Egitto’. Se in altri episodi e in altre gaffe eravamo ben oltre la farsa o l’avanspettacolo di infima categoria, qui siamo all’indecenza pura e semplice”.
Secondo il cofondatore di Avs, le destre attualmente al governo “non hanno il coraggio di guardare in faccia la verità, preferiscono fare figuracce pur di non disturbare in alcun modo il potente faraone d’Egitto e chi fa affari con lui. Se ne devono andare al più presto dal governo del Paese”.
Per queste ragioni, Pd, M5S e Avs hanno chiesto a Tajani di riferire in Aula. In particolare, è stata sollecitata un’informativa urgente per sapere cosa intenda fare il governo per dare attuazione alla pronuncia e quali saranno d’ora in poi i rapporti con l’Egitto.
“Ci devono dire adesso come intendono, con quale fermezza, con quale chiarezza di posizione rispetto all’Egitto, dare esecuzione a questa sentenza”, ha spiegato il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte.