Se ne parla poco, ma l’emergenza nelle carceri italiane non è affatto superata. Secondo l’ultimo rapporto del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, tra il 1° gennaio e il 31 agosto 2026 i decessi negli istituti penitenziari sono stati 184, contro i 167 registrati nello stesso periodo del 2025. Dai dati emerge che sono aumentati i decessi per cause naturali, passati da 76 a 88, e anche quelli per cause accidentali, saliti da 2 a 8.
Secondo l’organismo indipendente istituito nel 2014 con il compito di vigilare sul rispetto dei diritti delle persone private della libertà personale, sono invece diminuiti i suicidi. Nel periodo preso in considerazione, infatti, i detenuti che si sono tolti la vita sono stati 49, a fronte dei 53 registrati nello stesso periodo dell’anno scorso.
Ma non è tutto. Nel periodo preso in esame sono stati registrati anche due omicidi, contro nessuno nei primi otto mesi dello scorso anno. Quel che è certo è che l’incidenza dei decessi sulla popolazione detenuta sarebbe salita dallo 0,27% allo 0,29%, secondo i dati riportati nel rapporto.
Come se non bastasse, il report mette in risalto il fatto che per 37 decessi non è stato ancora possibile individuare con certezza le cause, contro i 36 casi rimasti irrisolti nel 2025. Il Garante, sempre nel rapporto, segnala anche l’aumento della popolazione carceraria. La presenza media dei detenuti sarebbe passata dalle 53.758 unità del 2021 alle 64.489 del 2026, con un incremento di circa il 20%.