“Fateci vedere dove sono finiti i soldi”. Gli inquilini delle case popolari dell’Isola diffidano Palazzo Marino e Mm. E denunciano: “Nel primo accesso agli atti, documenti incompleti”

Gli inquilini dell'Isola stanno solamente chiedendo di poter controllare come vengono spesi i soldi pubblici per le loro case. Potrebbe essere un procedente importante

“Fateci vedere dove sono finiti i soldi”. Gli inquilini delle case popolari dell’Isola diffidano Palazzo Marino e Mm. E denunciano: “Nel primo accesso agli atti, documenti incompleti”

Dove sono finiti i soldi stanziati dal Comune per la manutenzione delle case popolari di sua proprietà nel fighettissimo quartiere Isola? È la domanda che fanno i residenti dei palazzi di via Borsieri, via Confalonieri, via Volturno, via Pastrengo e via Quadrio, tutti stabili di proprietà del Comune di Milano e gestiti dalla partecipata MM. Una domanda semplice, sulla carta. Ma chi vive in quegli edifici fatiscenti, aspetta la risposta da anni. Ora però hanno rotto gli indugi e ieri gli inquilini hanno diffidato formalmente il Comune di Milano e MM, chiedendo di sapere quali lavori siano stati realmente eseguiti, da chi, con quali appalti e soprattutto con quali soldi. A seguire la vicenda (pro bono) l’avvocata Veronica Dini, che firma la diffida presentata in nome e per conto dei residenti.

Manutenzioni pagate ma invisibili

Il punto di partenza sono le condizioni degli immobili e una lunga serie di problemi che gli abitanti denunciano da anni: manutenzioni insufficienti o assenti, problemi negli spazi comuni e nei servizi, interventi che sulla carta risultano programmati o realizzati ma che, secondo i residenti, non sempre sono riscontrabili sul campo.

Nelle carte si racconta di appartamenti con la muffa nera sui mur; di una signora costretta a svuotare decine di bacinelle poste nel sottotetto perché infiltrato dall’acqua; di ascensori perennemente rotti con disabili bloccati. Il tutto, a fronte di milioni di spese dichiarati per la manutenzione. Che però quasi nessuno dei condomini riesce a individuare.

Così a luglio scorso alcuni inquilini aveva deciso di fare una cosa molto semplice: chiedere le carte. Hanno presentato le richieste di accesso agli atti per ottenere la documentazione relativa alla gestione degli immobili e, soprattutto, agli appalti per la manutenzione ordinaria e straordinaria degli ultimi cinque anni. Non solo l’elenco dei lavori. Gli inquilini hanno chiesto bandi, aggiudicazioni, relazioni tecniche, preventivi, contratti, subappalti, verifiche, collaudi e atti del Comune. E anche i documenti sulla sicurezza: certificazioni energetiche, antincendio e strutturali.

Il Comune “Chiedete a MM”. Ma secondo la convenzione deve controllare e verificare

La risposta arrivata dagli uffici comunali, però, è stata solo parziale. E su una parte della documentazione il Comune ha sostanzialmente rinviato a MM. Ed è proprio qui che la vicenda si fa interessante. Perché il Comune è il proprietario degli immobili. MM è solo il soggetto incaricato della loro gestione. E la convenzione tra i due prevede non soltanto compiti di manutenzione per MM, ma anche funzioni di indirizzo, controllo e verifica da parte dell’amministrazione comunale. Insomma: se si parla di soldi pubblici e di lavori nelle case popolari comunali, la domanda “chi deve avere le carte?” non dovrebbe essere complicata. Invece lo è.

Quelle carte, secondo gli inquilini, non sono arrivate in modo completo. La diffida punta il dito anche contro la documentazione relativa agli interventi. Le schede di manutenzione, sostengono i residenti, non consentirebbero di ricostruire con sufficiente chiarezza quali lavori siano stati effettivamente eseguiti, con quale risultato e quale sia stata la loro effettiva convenienza economica.

Il mistero del rifacimento degli appartamenti di via Confalonieri 3

Il documento cita un caso ben preciso: il “riatto di appartamenti” in via Confalonieri 3. Nei documenti compare l’intervento, ma non sarebbe possibile capire quali e quanti appartamenti siano stati interessati e quanto sia stato effettivamente speso. E allora il quesito torna sempre lì: spiegateci dove sono finiti i soldi?È una domanda che riguarda appalti, lavori, fatture e manutenzioni. Ma soprattutto riguarda il rapporto tra ciò che viene contabilizzato e ciò che gli inquilini vedono ogni giorno nei loro palazzi.

Gli abitanti delle case popolari non stanno chiedendo che qualcuno venga a sistemare un ascensore, una facciata o uno spazio comune. Stanno chiedendo di poter controllare come vengono spesi i soldi pubblici, di tutti, destinati alle loro case. Inoltre, se palazzo Marino dovesse accettare (o fosse obbligato) a fornire i documenti, quello degli abitanti dell’Isola potrebbe diventare un precedente importante, per tutte le altre case del Comune nelle stesse condizioni…