La Spagna tornerà alle urne il prossimo 29 novembre. Lo ha annunciato poco fa il premier Pedro Sánchez, con un breve ma deciso discorso alla nazione nel quale, oltre a comunicare la data delle elezioni e a confermare le più recenti indiscrezioni, ha rivendicato con forza i risultati del suo governo.
Prendendo la parola, il leader socialista ha subito tagliato corto, rivelando di aver “deciso di convocare oggi stesso il Consiglio dei ministri per sciogliere le Camere e convocare elezioni anticipate il prossimo 29 novembre”. Poi ha rivendicato l’operato del suo esecutivo, sostenendo che il governo ha “fatto tutto quello che potevamo fare per difendere gli interessi degli spagnoli”. Sánchez ha sottolineato che durante il suo mandato si è “ridotta la disuguaglianza”, mentre l’economia “è stata quella che è cresciuta di più in Europa”.
Il premier rivendica il successo del suo governo
Inoltre, secondo il premier, “il potere d’acquisto è aumentato rispetto all’economia francese e a quella tedesca”, mentre il governo è riuscito “con impegno e dialogo” a “realizzare molte azioni per aiutare diversi settori dei cittadini, tra cui la sanità”. Sánchez ha poi ricordato l’avvio di “una profonda modernizzazione della nostra industria attraverso i fondi europei”. “Nonostante tutte queste difficoltà e questa ostilità, il governo di coalizione progressista non ha mai smesso di lavorare”, ha aggiunto.
Un lavoro lungo e difficile durante il quale, secondo Sánchez, “abbiamo affrontato uno dei principali problemi del Paese: la trasformazione energetica e la transizione ecologica”. Il premier ha inoltre rivendicato le misure adottate per favorire l’accesso alla casa e ha sottolineato gli sforzi compiuti dal suo governo per “difendere gli interessi degli spagnoli” e, allo stesso tempo, “costruire un mondo migliore per i nostri cittadini”.
Sánchez ha poi ricordato il sostegno all’Ucraina e alla cooperazione internazionale, sostenendo che tutto questo abbia reso la Spagna “un punto di riferimento mondiale di pace e prosperità”, prima di concludere la sua dichiarazione istituzionale.
Il sondaggio che preoccupa Sánchez
Ora tanti si chiedono cosa potrà succedere alle elezioni del 29 novembre. Secondo l’ultimo sondaggio di Sigma Dos, per il quotidiano El Mundo, il Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE) si fermerebbe al 25,6% dei voti, mentre il Partito Popolare (PP) sarebbe al 32,6% e Vox al 18,3%. La rilevazione assegna al PSOE 103 seggi, al PP 140 e a Vox 63.
La somma delle due formazioni di destra arriverebbe così a 203 seggi, 27 in più rispetto ai 176 necessari per raggiungere la maggioranza assoluta al Congresso dei deputati. Si tratta naturalmente di una **stima basata sul sondaggio**, non di una previsione certa dell’esito elettorale.