Legge elettorale, la maggioranza tiene e incassa il terzo voto di fiducia. L’opposizione insorge: “vi siete cuciti addosso un abito su misura per vincere le elezioni”

Legge elettorale, la maggioranza tiene e incassa il terzo voto di fiducia. L'opposizione insorge: "vi siete cuciti addosso un abito su misura per vincere le elezioni"

Legge elettorale, la maggioranza tiene e incassa il terzo voto di fiducia. L’opposizione insorge: “vi siete cuciti addosso un abito su misura per vincere le elezioni”

Sulla legge elettorale il governo incassa il via libera della Camera dei deputati anche sul terzo voto di fiducia, quello relativo all’articolo 3. Il testo è stato approvato con 228 sì, 144 no e 3 astenuti. Subito dopo, i deputati hanno approvato, questa volta senza voto di fiducia, anche l’articolo 8 della stessa legge elettorale, che estende il diritto di voto ai fuori sede e ai caregiver familiari, con 214 sì e nessun contrario. In questa votazione le opposizioni hanno optato per l’astensione.

Esulta il centrodestra dopo l’approvazione dell’articolo 3 della legge elettorale

Soddisfatta la maggioranza che, dopo giorni di tensione, ha retto all’esame dell’Aula. A commentare il risultato è stato il ministro per gli Affari europei, il PNRR e la Coesione, Tommaso Foti, che, lasciando Montecitorio, ha detto che gli eventuali rilievi di costituzionalità, più volte paventati dalle opposizioni, “lasciamoli decidere alla Corte costituzionale, se qualcuno andrà” alla Consulta.

A suo dire, infatti, “penso che non vi sia alcun vizio di illegittimità costituzionale”. E a chi gli obietta che le opposizioni sostengono il contrario, Foti risponde: “Ci mancherebbe che l’opposizione dica di sì, ma secondo me domani qualcuno dell’opposizione vota”.

Lo sdegno del campo largo

“Paura, menzogna, disprezzo e fallimento: sono i caratteri di questa legge elettorale, voluta last minute, nell’ultimo anno di legislatura, gestita sia alla Camera che al Senato con il chiaro mandato di non aprire nessun dialogo con le opposizioni. Una proposta di legge che, oltre a mettere sotto i riflettori l’insicurezza della destra, illumina spietatamente l’idea che ha dei rapporti democratici e del Parlamento”, ha spiegato Anna Ascani, vicepresidente della Camera e deputata del Partito Democratico, intervenendo in Aula a Montecitorio.

“Paura: per evitare il rischio di essere bocciati dagli elettori, vi siete cuciti addosso un abito su misura da fare invidia ai migliori sarti della Penisola. Menzogna: l’esempio più lampante dell’imbroglio ai danni dell’elettore è quello delle preferenze. Per come è congegnato il meccanismo, i nominati saranno non meno dell’80%. Disprezzo, soprattutto, della Costituzione. Mi sento particolarmente ferita per come è stato tradito l’articolo 51, nato per favorire la parità di genere: avete cancellato ogni garanzia di bilanciamento tra donne e uomini nei capilista, gli unici sicuramente eletti”, conclude la deputata dem.

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